"La riforma del Governo conduce a una
forte compromissione dell'autonomia e dell'indipendenza della
magistratura contabile e indebolisce l'efficacia dei controlli
sulla spesa pubblica".
È l'allarme lanciato da Donato Centrone, presidente
dell'Associazione magistrati della Corte dei conti, in
un'intervista a Fanpage. Nel mirino i decreti attuativi, che
prevedono la separazione delle funzioni e delle carriere e un
rafforzamento dei poteri del Procuratore generale, con il
rischio di una stretta sull'autonomia delle procure
territoriali: "Riteniamo questi criteri non più attuabili alla
luce dell'esito del referendum costituzionale. I cittadini si
sono espressi contro la separazione delle carriere e per
l'indipendenza di ogni magistratura".
Nel mirino anche le norme già in vigore: il tetto al
risarcimento per danno erariale - fino al 30% e comunque entro
due annualità di stipendio - "rischia di scaricare i costi sulle
amministrazioni e quindi sui cittadini", riducendo l'effetto
deterrente. Critiche infine all'estensione dei controlli
preventivi agli enti locali, che potrebbe generare un carico
ingestibile di atti e rallentare l'attività della Corte,
compromettendo i controlli finanziari. "Serve un ripensamento da
parte del Governo sulla riforma e correttivi urgenti", conclude
Centrone.
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