Chi è Jodar, il nuovo volto del tennis spagnolo che ha già battuto i record di Alcaraz e Sinner

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Il 19enne Rafael un anno fa era numero 687 del mondo, oggi è già alla posizione 42 del ranking. Nelle prime 25 partite nel circuito maggiore ne ha vinte 17: nessuno ha fatto meglio di lui

Martina Sessa

26 aprile - 12:03 - MILANO

Il tennis spagnolo ha trovato un altro volto da raccontare e da amare. E questa volta non si tratta di Carlos Alcaraz. A Madrid, mentre il numero due resta ai box per un infortunio al polso, a prendersi la scena è un ragazzo di 19 anni con un nome che pesa e dal tennis già sorprendentemente maturo: Rafael Jodar. Sul campo centrale, il Manolo Santana Stadium, Jodar ha firmato il primo vero squillo della sua carriera, superando al secondo turno dell’Atp 1000 spagnolo un top 10 come Alex de Minaur. Una vittoria che segna un passaggio tanto simbolico quanto veloce: da prospetto interessante a possibile protagonista. A certificare il momento, più di qualsiasi statistica, anche uno spettatore d’eccezione. Dopo il suo match, Jannik Sinner è andato sugli spalti per osservarlo da vicino. "Non sapevo che stesse guardando il match", ha detto sorpreso lo sorpreso subito dopo la vittoria. Nato e cresciuto a Madrid, Jodar è figlio di una città che vive di tennis, scandita ogni primavera dal Masters 1000 della Caja Mágica. Da bambino assiste dagli spalti alle grandi sfide, assorbendo sogni e lezioni: su tutte, il match tra Novak Djokovic e Grigor Dimitrov del 2013, “una delle migliori partite mai viste dal vivo”, come ha raccontato. Figlio di due insegnanti, il padre docente di educazione fisica, prende in mano la racchetta a quattro anni, nel cortile di casa, e già a sei è al Club de Tenis Chamartin, una delle culle del tennis madrileno. Ma il suo percorso non è già ben definito: come molti coetanei spagnoli, cresce diviso tra più passioni, soprattutto il calcio. Tifoso del Real Madrid e centrocampista in erba, abbandona definitivamente il pallone solo a dodici anni, scegliendo la racchetta. Nome, nazionalità, fede sportiva: il richiamo a Rafael Nadal è inevitabile. Ma il legame è meno diretto di quanto si possa pensare. “Rafael” è un nome di famiglia, tramandato da generazioni, non un omaggio. Nadal resta però il riferimento assoluto, il modello che ha acceso la sua passione.

una strada diversa

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A differenza di molti connazionali, cresciuti a terra rossa e in scuole di tennis spagnole, Jodar segue un percorso atipico. Dopo aver vinto lo US Open junior nel 2024, sceglie di migliorare il suo tennis andando al college negli Stati Uniti, precisamente all’Università della Virginia. Un’esperienza che segna la sua crescita: “Mi ha aiutato tantissimo, come giocatore e come persona. Mi ha insegnato a competere ogni giorno”. Nel 2025 si impone nel circuito Challenger con tre titoli: tutti sul cemento, dettaglio non banale per uno spagnolo. Dopo aver conquistato l’accesso alle Next Gen Atp Finals, a fine stagione decide di lasciare il college e passa definitivamente al professionismo. Da lì, l’ascesa accelera. Inizia questa stagione centrando la prima qualificazione al tabellone principale di uno Slam, agli Australian Open (il suo torneo preferito), poi conquista il primo titolo Atp a Marrakech in aprile.

meglio di alcaraz e sinner

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I numeri raccontano chiaramente il suo forte impatto nel circuito: un anno fa era numero 687 del mondo, oggi è già alla posizione 42 del ranking. Nelle prime 25 partite nel circuito maggiore ha vinto 17 incontri: meglio sia di Alcaraz (14) e dello stesso Sinner (12). Ammirato da Carlitos, con cui si è allenato a Melbourne (ma cui non ha chiesto consigli), Jodar guarda però con particolare attenzione proprio a Jannik: “Penso che Sinner sia un grande giocatore e il modello da seguire per me”. Le somiglianze fisiche non mancano, così come quelle tecniche, a partire dalla naturalezza del rovescio. E proprio allo stesso Sinner ha già strappato un record: a 19 anni e 217 giorni è il più giovane a battere un top 10 in un Masters 1000 da wild card, superando l’impresa dell’italiano contro Stefanos Tsitsipas agli Internazionali d’Italia 2020. “Sta succedendo tutto molto velocemente”, ha ammesso dopo la vittoria su De Minaur. Intorno a lui infatti cresce l’attenzione, anche fuori dal mondo del tennis: sugli spalti di Madrid si è visto Jude Bellingham, e Jodar ha celebrato il successo contro de Jong al primo turno imitando la sua esultanza, seguita dagli applausi proprio del centrocampista del Real Madrid. Ora a Jodar attende forse il test più affascinante: al prossimo turno c’è João Fonseca, una sfida che potrebbe dire molto del futuro del tennis. Un’altra tappa per il 19enne spagnolo in una corsa che sembra appena iniziata, ma già lanciata ad alta velocità.

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