Il primo round del Dunlop Civ 2026 si chiude a Misano con le doppiette di Alessandro Delbianco in Superbike e Filippo Bianchi in Sportbike. Gabriele Giannini si conferma rivelazione del weekend, Sponga ribalta la Moto3 dopo il dominio di Perez, mentre il Civ Femminile regala una volata decisa per 15 millesimi. Prossima tappa al Mugello, il 9 e 10 maggio
Valerio Boni
26 aprile - 19:06 - MISANO (RIMINI)
Il Dunlop Civ 2026 ha chiuso a Misano il primo appuntamento stagionale confermando molte delle indicazioni emerse nella giornata di sabato, ma anche ribaltando alcuni equilibri nelle categorie più giovani. Le gare di domenica si sono disputate in condizioni ideali: cielo sereno, temperature primaverili, asfalto asciutto e una pista che nel primo pomeriggio ha raggiunto valori già quasi estivi, come confermano i 42 gradi rilevati durante Gara 2 della Supersport. Il paddock del Simoncelli è rimasto vivace per tutta la giornata, con una buona affluenza di pubblico, favorita anche dalla presenza dei trofei Aprilia, Ducati e Suzuki e da un programma particolarmente fitto.
banco di prova
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Dopo una prima giornata già molto intensa, con la Superbike rilanciata dalla nuova formula più vicina alla produzione, la domenica ha trasformato Misano nel primo vero banco di prova della stagione. Alcuni protagonisti hanno confermato di essere già in piena forma, come Alessandro Delbianco, Kevin Zannoni e Filippo Bianchi, tutti capaci di chiudere il weekend con una doppietta. Altri, invece, hanno visto cambiare completamente il senso del round: è il caso di Vicente Perez in Moto3 e di Karolina Danak nel Civ Femminile, dominatori del sabato ma costretti a lasciare spazio ad altri protagonisti nella seconda giornata. Tra gli elementi da tenere presenti nella lettura dei risultati c’è anche una novità regolamentare che può incidere sulle classifiche. Nel 2026, oltre ai punti assegnati in base all’ordine d’arrivo, viene attribuito un punto supplementare all’autore del giro veloce in gara. La vittoria resta quindi da 25 punti, ma può diventare da 26 quando il vincitore firma anche il Best Lap. È un dettaglio solo in apparenza marginale, perché in una stagione lunga e con categorie spesso molto equilibrate può premiare la capacità di mantenere ritmo fino alla fine e rendere più mobili le graduatorie già dopo il primo weekend.
il weekend perfetto nella superbike
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La Superbike ha confermato il copione della vigilia. Alessandro Delbianco è uscito da Misano da padrone assoluto. Dopo la pole position e la vittoria in Gara 1, il campione in carica ha completato il fine settimana perfetto dominando anche Gara 2 con la Yamaha del Dmr Racing Team. Quattordici giri condotti con autorità, una gestione sempre lucida e un ritmo che gli ha permesso di scavare progressivamente il margine sugli inseguitori. La sua non è stata soltanto una doppietta, ma una prova di forza su una griglia che mai come quest’anno si presenta ricca di piloti, marchi e soluzioni tecniche differenti. Alle sue spalle si è confermato Gabriele Giannini, ancora secondo con la Honda della Scuderia Improve Firenze Motor. Il suo risultato è uno dei segnali più interessanti del round, perché arriva in una Superbike che quest’anno consente a più marchi di giocarsi posizioni importanti. Giannini non ha vinto, ma due secondi posti in un weekend così competitivo valgono come una candidatura al ruolo di rivelazione della stagione. Soprattutto perché sono arrivati senza episodi favorevoli casuali, ma con prestazioni di rilievo in entrambe le giornate.
terzo pirro, rinaldi fuori
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Terzo si è piazzato Michele Pirro con la Ducati del Garage51 by Dto, ancora sul podio dopo il terzo posto del sabato. Il suo avvio è importante anche per il nuovo progetto, che lo vede protagonista non soltanto come pilota, ma come riferimento di una struttura nata attorno alla sua esperienza. Subito fuori dal podio ha chiuso Samuele Cavalieri con la Ducati Broncos, davanti a Christian Gamarino con la Bmw del Sisma Racing Team. Sesto è Kevin Manfredi, poi Luca Vitali con l’Aprilia, Emanuele Pusceddu con la Bmw, Filippo Rovelli su Honda e Alessio Finello su Ducati a completare la top ten. La gara ha però perso alcuni nomi importanti. Michael Ruben Rinaldi, attesissimo per il ritorno nel Civ dopo gli anni nel Mondiale Superbike, si è ritirato all’ottavo giro, interrompendo un weekend iniziato con grandi aspettative, ma chiuso senza il risultato che il potenziale lasciava immaginare. Riccardo Russo, partito con ambizioni da protagonista, è caduto alla curva 10 al terzo giro, è rientrato ma poi si è fermato, mentre Luca Ottaviani ha accusato un problema tecnico quando era ancora in zona punti. È anche attraverso questi episodi che la classifica del weekend ha preso una direzione precisa: Delbianco ha fatto il vuoto, Giannini si è imposto come sorpresa, Pirro ha raccolto punti pesanti, mentre alcuni dei nomi più attesi hanno già terreno da recuperare.
supersport: zannoni concede il bis
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Anche la Supersport ha trovato a Misano un dominatore chiaro. Dopo la pole e il successo di Gara 1, Kevin Zannoni ha completato il suo weekend ideale vincendo anche Gara 2 con la Ducati del Broncos Racing Team. Rispetto alla corsa del sabato, decisa sul filo dei decimi, la seconda manche ha avuto una fisionomia più netta, perché Zannoni ha chiuso i 14 giri in 23’10”407, alla media di 153,186 km/h, costruendo un margine di 8”031 sul primo degli inseguitori. Alle sue spalle la sfida è rimasta apertissima fino alla bandiera a scacchi. Lorenzo Dalla Porta ha portato la Yamaha del Promodriver al secondo posto, precedendo Niccolò Antonelli, anche lui su Yamaha, per appena 64 millesimi. Una differenza minima, che conferma quanto la Supersport abbia già trovato un gruppo di riferimento molto competitivo. Quarto si è classificato Andrea Mantovani con la Ducati della Scuderia D’Ettorre, davanti a Federico Fuligni, Matteo Patacca, Bryan D’Onofrio, Stefano Valtulini, Pasquale Alfano e Lee Doti, decimo con la MV Agusta del J Angel Racing Team. La gara ha avuto anche diversi episodi che hanno inciso sulla classifica. Glenn van Straalen, autore del giro veloce in 1’38”292, è caduto alla curva 10, è riuscito a ripartire ma poi è rientrato ai box e si è ritirato. Il suo Best Lap resta comunque significativo anche in chiave regolamentare, perché il punto supplementare per il giro veloce può andare a un pilota diverso dal vincitore. Sono finiti fuori gioco anche Andrea Tucci e Jarno Ioverno alla curva 1, mentre Cesare Tiezzi è caduto alla curva 4. Il bilancio della Supersport, dopo Misano, è quindi molto chiaro nella parte alta: Zannoni ha ottenuto il massimo possibile in termini di risultati, ma la categoria è comunque vivace. Dalla Porta e Antonelli hanno mostrato di poter essere della partita, Mantovani è rimasto costantemente nelle posizioni che contano e il livello tecnico della griglia promette confronti più ravvicinati appena cambierà il circuito.
bianchi e ieraci nella sportbike
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La Sportbike ha confermato di essere una delle categorie più vive del Civ. Filippo Bianchi ha completato un weekend praticamente perfetto con l’Aprilia del Team Mmp Velocità. Dopo la vittoria del sabato, è arrivato anche il successo in Gara 2, accompagnato dal giro veloce. La doppietta lo proietta subito nel ruolo di riferimento della categoria, non solo per i risultati, ma anche per il modo in cui ha gestito entrambe le gare. La nuova classe continua così a dimostrare il proprio valore, con moto vicine alla produzione, tanti marchi rappresentati, griglie affollate e un equilibrio che può farne uno dei campionati più interessanti della stagione. Alle sue spalle si è confermato Bruno Ieraci, ancora secondo con la Triumph. Se Bianchi è stato il dominatore, Ieraci è la vera rivelazione del round Arrow: dopo un inizio di weekend non semplice, ha saputo risalire in qualifica, salire sul podio sabato e ripetersi domenica, dimostrando che la Sportbike può diventare terreno di confronto vero tra moto e filosofie tecniche differenti. Il suo doppio secondo posto ha un peso particolare proprio perché ottenuto contro un pacchetto Aprilia apparso subito molto competitivo. Terzo al traguardo è Emiliano Ercolani con l’Aprilia del Gradara Corse, bravo a riscattare la caduta di Gara 1 e a trasformare la domenica in una prova pulita e concreta. Quarto Alfonso Coppola, ancora con l’Aprilia del Team Mmp Velocità, a conferma di una presenza molto forte della RS 660 nelle posizioni alte. Dal quinto posto in poi la gara ha ritrovato la bagarre, grazie a Mattia Virone che ha preceduto Federico Iacoi, Ivan Spada, Manuel Rocca, Oscar Nunez Roldan e Luca Zanca, con distacchi molto contenuti nella parte centrale della top ten. La corsa è stata tutt’altro che lineare. La prima partenza è stata interrotta subito dalla bandiera rossa per la caduta di Mattia Sorrenti alla prima curva. Alla ripartenza, con procedura abbreviata, nuovo episodio alla curva 14 con una caduta multipla che ha complicato ulteriormente l’avvio. Più avanti sono finiti a terra anche altri piloti, mentre alcuni protagonisti attesi non hanno completato la gara. In una categoria così numerosa, la gestione delle fasi caotiche è già diventata parte della selezione: Bianchi ha vinto anche perché è rimasto fuori dai guai, mentre dietro di lui ogni posizione è stata conquistata in mezzo a duelli, ripartenze e incidenti.
il ribaltone nella moto3
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La Moto3 ha offerto il ribaltone più netto della domenica. Sabato Vicente Perez aveva dominato Gara 1, confermando la pole position e lasciando agli avversari soltanto la lotta per il podio. In Gara 2, invece, lo spagnolo del GP Project 2 Wheels non ha nemmeno completato il primo giro: una prima caduta alla curva 3, il tentativo di rientrare in pista, poi una seconda caduta alla curva 8 e il ritiro definitivo. Un epilogo pesante per chi era sembrato il riferimento assoluto della categoria nel primo giorno di gare. A raccogliere il massimo è stato Valentino Sponga, vincitore con la BeOn del team We Race PosCorse al termine di una gara tiratissima. Il margine su Pablo Olivares Rodriguez è stato di soli 68 millesimi, un distacco che racconta una sfida rimasta viva fino alla bandiera a scacchi. Terzo Mirko Gennai con la Polimi Motorcycle Factory, che regala un risultato importante anche per il progetto del Politecnico di Milano, che porta nel Civ una componente tecnica e universitaria di grande interesse. Quarto Samuele Baldi, quinto Luca Da Dalt, sesto Enrico Dal Bosco nonostante un Long Lap Penalty, settimo Joshua Raymond Jr e ottavo Victor Cubeles, ultimo classificato dopo una caduta e diversi giri cancellati per track limits. Ritirato anche Matteo Masili per un problema tecnico. La Moto3 resta una categoria dai numeri contenuti, soprattutto se confrontata con la nuova vitalità di Superbike, Sportbike e Moto4, ma la domenica di Misano ha dimostrato che può ancora regalare gare vive, imprevedibili e tecnicamente interessanti. La vittoria di Perez al sabato e quella di Sponga alla domenica consegnano al campionato una classifica subito meno scontata di quanto sembrasse dopo la prima gara.
moto4: la superpole pesa sul campionato
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La Moto4 ha debuttato a Misano con un weekend particolarmente intenso. La categoria è stata infatti la prima del Civ 2026 a disputare anche la Superpole Race, una prova supplementare più breve, non sostitutiva di Gara 2, che assegna punteggio pieno e che verrà proposta a rotazione nelle varie classi durante la stagione. Il sabato aveva già dato il tono della nuova categoria, con Luca Rizzi vincitore di Gara 1 per un solo millesimo su Mathias Tamburini. Domenica mattina la Superpole Race ha confermato lo stesso equilibrio, premiando Sebastian Jozef Ferrucci davanti a Davide Dotta per 26 millesimi, con Rizzi terzo. Nella sprint non sono mancati gli imprevisti, a cominciare dalla caduta simultanea di Edoardo Savino e Tamburini alla curva 14, senza conseguenze fisiche ma pesante in chiave punti. Nel pomeriggio Rizzi si è ripetuto in Gara 2, vincendo con la Honda in 21’44”296, alla media di 139,971 km/h. Anche questa volta la gara si è decisa in volata: Savino ha chiuso secondo a 104 millesimi, Tamburini terzo a 157, Ferrucci quarto a 191 e Dotta quinto a 254. Cinque piloti racchiusi in poco più di un quarto di secondo, dopo una corsa con continui cambi al comando fra Savino, Rizzi e Tamburini. Alle loro spalle Paglioni ha chiuso sesto, davanti a Salvetti, Ciampalini, Peris Bou e Mancini. Il giro veloce è stato di Dotta, autore di 1’46”905 all’undicesimo passaggio: un dato importante perché il Best Lap assegna un punto supplementare, indipendentemente dal risultato finale. Da segnalare anche le cadute di Giorgio Borioni alla curva 2 e, all’ottavo giro, di Simone Vianello e Bartolomeo Roberto alla curva 14, episodio messo sotto investigazione dopo la gara. Il podio è stato poi confermato e il risultato definitivo ufficializzato alle 16.01.
civ femminile
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In coda al racconto del round merita spazio anche il Civ Femminile, che nel 2026 ha cambiato volto con la formula monomarca Yamaha R7. Sabato Karolina Danak aveva confermato la pole e vinto Gara 1, completando una giornata quasi perfetta. Domenica, invece, la classifica è stata completamente ribaltata da Elisabetta Monti, vincitrice di Gara 2 per appena 15 millesimi su Josephine Bruno. Terza Yvonne Cerpa Cuellar, staccata di poco più di mezzo secondo. Tre specialiste racchiuse in un margine minimo, a conferma di quanto la scelta monomarca possa aiutare a far emergere il confronto diretto. La svolta è arrivata con la caduta di Danak alla curva 14. La polacca è riuscita a rialzarsi e a ripartire, ma il tempo perso l’ha costretta al sesto posto, dopo il successo del sabato. Ai piedi del podio hanno chiuso Aurelia Cruciani e Sara Cabrini, mentre tutte le venti iscritte hanno completato la gara.
il campionato prende una fisionomia
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Dopo il primo round le classifiche hanno già una fisionomia abbastanza chiara nelle categorie in cui qualcuno è riuscito a fare doppietta. In Superbike Alessandro Delbianco esce da Misano con il massimo possibile: due vittorie e due giri veloci gli valgono 52 punti, dodici in più di Gabriele Giannini, che con due secondi posti si conferma la grande rivelazione del weekend. Terzo è Michele Pirro a quota 32, mentre più staccati seguono Samuele Cavalieri e Christian Gamarino. Il dato più significativo riguarda Michael Ruben Rinaldi: il quarto posto di Gara 1 gli lascia 13 punti, ma il ritiro della domenica lo costringe a ripartire dal Mugello già con un distacco importante. Situazione molto simile in Supersport, dove Kevin Zannoni comanda con 51 punti: vittoria con giro veloce al sabato, successo ma senza Best Lap alla domenica. Lorenzo Dalla Porta è secondo a quota 40 grazie a due piazzamenti che contano, mentre Andrea Mantovani è terzo con 29 punti. Niccolò Antonelli, nonostante il podio di Gara 2, paga invece lo zero della prima manche e si ritrova per ora soltanto sesto, a 16 punti, appaiato a Bryan D’Onofrio. È una classifica che premia la continuità, ma che lascia intuire una Supersport destinata a cambiare volto appena i protagonisti più veloci riusciranno a mettere insieme un weekend completo. In Sportbike Filippo Bianchi parte con 51 punti, frutto della doppietta e del giro veloce della domenica. Alle sue spalle Bruno Ieraci, due volte secondo, è già un inseguitore credibile con 41 punti, mentre Alfonso Coppola chiude il primo podio virtuale della stagione a quota 29. Più dietro la classifica è molto compatta: Ivan Spada è quarto con 20 punti, ma fra lui e il gruppo formato da Virone, Ercolani, Rocca, Pedrotti e Iacoi i margini sono ancora ridotti. Anche qui il primo verdetto è chiaro solo davanti: Bianchi ha preso il comando, ma la categoria sembra abbastanza profonda da poter cambiare rapidamente equilibrio.
Moto3 terreno di conquista
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Più aperta è invece la Moto3, dove il ritiro di Vicente Perez in Gara 2 ha rimesso tutto in discussione dopo il dominio del sabato. In testa ci sono Valentino Sponga e Pablo Olivares Rodriguez, entrambi con 36 punti, ma Sponga guida la classifica grazie alla vittoria domenicale. Victor Cubeles segue a quota 29, mentre Perez, nonostante i 26 punti raccolti in Gara 1 con vittoria e giro veloce, è già scivolato al quarto posto. Mirko Gennai, quinto con 25 punti, conferma il buon avvio del progetto Polimi Motorcycle Factory. In una classe con pochi iscritti, gli zeri pesano moltissimo: Misano lo ha dimostrato subito. La Moto4 è la classifica più particolare, perché a Misano ha disputato anche la Superpole Race con punteggio pieno. Luca Rizzi, vincitore delle due gare lunghe e terzo nella sprint, ha già messo insieme 66 punti, costruendo un margine importante su Sebastian Jozef Ferrucci, secondo con 47, e Davide Dotta, terzo con 46 anche grazie al punto del giro veloce in Gara 2. Mathias Tamburini è quarto a 37, davanti a Stefano Salvetti, mentre Edoardo Savino, velocissimo ma penalizzato dagli episodi, è soltanto ottavo con 20 punti. Proprio la Moto4 conferma quanto il nuovo format possa incidere: una Superpole Race in più, se assegna punteggio pieno, può già cambiare il peso di un intero weekend. Le graduatorie dopo Misano vanno quindi lette tenendo conto anche delle due novità più rilevanti: il punto supplementare per il giro veloce e, a rotazione, la Superpole Race. Il primo premia chi riesce a mantenere ritmo anche oltre la semplice gestione del risultato; la seconda può trasformare un weekend positivo in un piccolo allungo di campionato. Dopo un solo round è presto per parlare di fuga, ma Delbianco, Zannoni, Bianchi e Rizzi hanno già dato una prima direzione alle rispettive stagioni.


