Due incontri per una partita, quella della poltrona della Figc, ancora tutta da giocare. La giornata odierna, infatti, ha visto protagonisti i due possibili candidati alla presidenza della Federcalcio, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, fare visita alle componenti tecniche, Assocalciatori e Assoallenatori.
Il primo a varcare il portone della sede Aic a Roma sedendosi al tavolo dove erano presenti per l'Aic il presidente Calcagno, il dg Grazioli e i vicepresidenti Biondini, Gaggioli e Gama, e per l'Aiac il presidente Ulivieri, i vicepresidenti Camolese, Vossi e Perondi e il segretario generale Perdomi, e sottolineando come nell'incontro - durato due ore- si sia "parlato di tanti temi. Mi hanno fatto presente le loro istanze e le loro problematiche, che si uniscono a quelle delle altre componenti". Poche ore dopo è stato invece l'altro potenziale candidato, Giancarlo Abete, ad entrare a colloquio con le componenti tecniche uscendo dopo poco più di due ore ed evidenziando come alla riunione "c'era una rappresentanza organica delle componenti con la possibilità di scambiare idee e riflessioni. Avendo ascoltato sia Malagò sia me faranno le loro valutazioni. Io vado avanti tranquillamente. Sono soddisfatto che si cominci a parlare dei problemi del calcio. È importante che all'interno delle componenti ci sia una riflessione che non sia solo al nome di una persona che può dare novità o a un'altra che dia stabilità".
Adesso, dopo il pressing dei due potenziali candidati, la palla passa quindi ad Aic e Aiac che hanno rilevato "possibilità di convergenze alla luce delle passate collaborazioni" con Abete e "condivisione sui principali temi in discussione" con Malagò, dalla cui parte - seppur senza che nessuna decisione sia stata ancora presa - sembra pendere leggermente l'ago della bilancia. Il tempo delle scelte verrà più avanti, dopo le analisi con gli organi interni (consiglio direttivo e delegati) per le necessarie valutazioni che arriveranno nella prossima settimana.
Le due componenti tecniche, pur rifiutando un elenco in punti come fatto dalla Lega Serie A, hanno comunque esposto le proprie istanze ai due candidati. Partendo, come sottolineato dal numero uno dell'Aic, Umberto Calcagno, dal "coinvolgimento di un ex calciatore con un ruolo importante, che credo sia una necessità condivisa" oltre al club Italia e ai vivai. E proprio l'apertura legata alla presenza di un ex calciatore di spicco, che come rivelato da Calcagno accomuna i due candidati, potrebbe essere fondamentale perché "c'è l'esigenza di avere un punto di riferimento. Credo che serva un passo ulteriore perché un ruolo di responsabilità forte aiuterebbe il futuro presidente federale", aggiunge.
Oltre al fatto di cercare di "avere una regia federale unica che riesca a metterci tutti insieme e capire come affrontare i problemi" e di "rivitalizzare il mercato interno, dando alla Serie B e alla Lega Pro una nuova centralità", conclude il numero 1 dell'Aic. Punti sui quali trovare la quadra perché se è vero che il tempo delle scelte non è ancora arrivato, è altrettanto vero che le valutazioni sono già in corso e, da qui al 13 maggio, ogni mossa sarà importante per cercare di indirizzare da una parte o dall'altra il favore delle componenti che può valere la poltrona Figc.
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