"Non solo Silicon Valley ma anche
Texas e Italia", "non possiamo pensare di delegare la
costruzione di questo mondo del terzo millennio" di data center
"alle sole grandi imprese interessate ai mega progetti ma
occorre una compartecipazione di tutto un mondo delle Pmi, in
primis italiane e auspicabilmente aggregate".
Lo afferma Nunzio Bevilacqua giurista d'impresa ed esperto
economico internazionale che ha partecipato 'Data Center World'
tenutosi presso il Walter E. Washington Convention Center
"Probabilmente siamo ad un punto di svolta" aggiunge
l'esperto "accanto a leader tech come Samsung Heavy e al suo
innovativo, e quanto mai attuale alla luce della crisi
geopolitica, data center 'galleggiante', alla Lg e
all'immancabile Abb, tutto un mondo 'verticale' per la
realizzazione della 'sovranità digitale' dove molteplici
imprese, qui anche Pmi italiane, forniscono tutto l'equipment
necessario, in primis energetico come l'Italiana Braga Moro ed
altre di raffreddamento 'specifico' necessario per l'ottenimento
di una sorta di 'supremazia', oggi digitale, stabile, scalabile
e, soprattutto, non riservata a pochi"
A riprova che il valore aggiunto può compensare le grandi
dimensioni, Braga Moro ad esempio, Pmi italiana con oltre 80
anni di storia, porta alla Dcw di Washington la propria visione
tricolore per le infrastrutture critiche del Data Center:
soluzioni Ups, Dc power e Static Transfer Switch altamente
scalabili, modulari e configurabili sulle reali esigenze di
carico. Un'architettura flessibile capace di crescere in potenza
e ridondanza senza riprogettare l'impianto, assicurando
efficienza energetica e la piena integrazione con i sistemi di
monitoraggio. Quando il Made in Italy tecnologico può competere,
e strappare delle aree di mercato ai 'giganti' perché sinonimo
di affidabilità, custumizzazione e di quella 'identità italiana'
ancora tanto apprezzata all'estero" conclude.
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