Jugovic punta su McKennie: "È lui l'anti-Milan, può fare come me in quel 6-1 indimenticabile"

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L'ex bianconero: "Sono passati 29 anni dalla mia doppietta, ma ricordo tutto. Spalletti il top, con Bernardo Silva questa squadra può puntare decisa allo scudetto"

Filippo Cornacchia

Giornalista

26 aprile 2026 (modifica alle 12:06) - TORINO

"Doppietta e assist a Vieri, una delle migliori partite della mia carriera. Avevamo di fronte il Milan, a San Siro!". Vladimir Jugovic, l’uomo del rigore decisivo nella finale di Champions ‘96 contro l’Ajax, ha messo la firma anche nello storico 6-1 della Juventus di Marcello Lippi in casa dei rossoneri. "Sono passati 29 anni da quel successo dell’aprile 1997 - racconta l’ex mediano serbo -. Non mi sento vecchio, mi ricordo ancora tutto. Non succede tutti i giorni di segnare 2 gol a San Siro, ma al novantesimo avevo un solo pensiero: l’avversaria successiva. Eravamo affamati e avevamo un grandissimo allenatore come Lippi. Non a caso siamo arrivati in finale di Champions anche in quella stagione". 

A San Siro chi può essere lo Jugovic di Spalletti?

"McKennie. È un centrocampista diverso da come ero io, però ha un fiuto simile sottoporta. Spero mi imiti, basterebbe anche soltanto un gol stavolta... Con Yildiz non al massimo, l’americano può essere l’uomo chiave. L’importante è che la Juventus batta il Milan per avvicinare ancora di più la qualificazione in Champions. Arrivare terzi o quarti non è la stessa cosa. Ma ai miei tempi il vero problema era se chiudevi al secondo posto e non al primo". 

Bremer ha detto: "La qualificazione Champions è un obiettivo minimo per la Juventus, bisogna smettere di galleggiare e tornare a vincere". Stupito da tanta sincerità? 

"No, perché la penso come lui. Alla Juventus mi hanno insegnato a ragionare così. Ma Bremer è un giocatore, non un opinionista televisivo... Perciò ha la possibilità di dimostrare sul campo quello che ha detto in conferenza. Un bel vantaggio, no?". 

Capello sostiene che alla Juventus servano 3 colpi di livello per essere da scudetto: concorda? 

"Capello è stato un grande allenatore e conosce il calcio, mi fido di lui. Dei nomi che sento, io farei uno sforzo per prendere Bernardo Silva del Manchester City a parametro zero. È uno di quei giocatori che ti sposta gli equilibri". 

A proposito di City: come vedrebbe Pep Guardiola ct dell’Italia? 

"L’Italia è l’Italia, per me è una seconda casa: mi fa effetto pensare a un terzo Mondiale senza azzurri. Guardiola sarei più curioso di vederlo allenare una squadra con un budget normale. La Roma, perché no? Ci ha anche giocato in passato". 

La Juventus ha la stessa rosa di inizio stagione, ma ha cambiato marcia e i giocatori sono migliorati. Quando è così, è tutto chiaro: l’allenatore ha fatto la differenza

Vladimir Jugovic

La Juventus ha già rinnovato il contratto a Spalletti: è l’allenatore giusto per vincere? 

"Intanto è toscano come Lippi e Allegri, porta bene... Battute a parte, Spalletti è un tecnico esperto e lo ha dimostrato una volta di più in questi mesi. La Juventus ha la stessa rosa di inizio stagione, ma ha cambiato marcia e i giocatori sono migliorati. Quando è così, è tutto chiaro: l’allenatore ha fatto la differenza. Spalletti è un top e spero riporti il club dove merita". 

Vlahovic è in scadenza di contratto: lo immagina più alla Juve o al Milan la prossima stagione? 

"Dusan ha 26 anni. Fossi nella Juventus, in attacco punterei più su di lui che su Lewandowski, che è fortissimo ma va per i 38 anni. Darei anche una seconda occasione a David: si è sbloccato, magari segna pure a San Siro". 

Chi teme di più dei rossoneri? 

"A me piace Leao, anche se in Italia è molto criticato. A volte fa bene, altre meno ma le sue qualità non sono in discussione. Dipende anche dall’allenatore". 

Stasera Allegri affronterà molti suoi ex giocatori: chi avrà più vantaggi? 

"Allegri è bravo e scaltro, conosce pregi e difetti dei giocatori che ha allenato e proverà a metterli in difficoltà".

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