Leao spacca ancora San Siro: esce tra applausi e fischi. E Allegri gli dà il cinque

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Al momento della sostituzione con Nkunku buona parte dello stadio ha mostrato disapprovazione per la prova del portoghese. Che, però, ha ricevuto supporto passando sotto il primo anello arancio, blu e rosso

Marco Pasotto

Giornalista

26 aprile - 23:53 - MILANO

Che Rafa Leao sia, da sempre, un personaggio divisivo nella galassia rossonera è cosa nota. La gente milanista con lui non ha mai avuto mezze misure, soprattutto negli ultimissimi anni: o lo difende a spada tratta, o lo accompagnerebbe a Milanello a svuotare l'armadietto. Questo Milan-Juve ha fornito una cartolina perfetta delle due anime popolari che, quando c'è di mezzo il portoghese, la vedono in modo diametralmente opposto. Succede al minuto 36 del secondo tempo, e giri di lancetta successivi, quando Allegri decide che la partita di Rafa è conclusa. Nkunku è pronto per entrare e quando il quarto uomo alza il tabellone elettronico che contiene il numero 10, con lo speaker che annuncia l'uscita di scena di Leao, una parte di San Siro fischia. Diciamo anche una buona parte. Nulla di paragonabile alla partita con l'Udinese, intendiamoci. Là era stata una crocifissione, qui un dissenso sicuramente udibile ma che poi si è spento nel giro di qualche secondo. Comunque da registrare, per dovere di cronaca.

reazione

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La cronaca però impone anche di raccontare cosa è successo subito dopo. Perché Leao, per velocizzare le operazioni, è uscito dalla parte opposta alle panchine e quindi si è ritrovato a camminare al di là della linea laterale per quasi mezzo giro di campo. E qui è venuta fuori l'altra anima del Meazza, forse anche per reazione ai fischi: mentre passava ha ricevuto applausi, piuttosto diffusi, dal primo anello arancio, dal primo blu e dal primo rosso. Da parte sua, nessuna reazione: né ai fischi, né agli applausi. Poi, quando è arrivato nei pressi di Allegri, il tecnico gli è andato incontro e gli ha dato il cinque. Ordinaria amministrazione, un'uscita di scena come tante altre di tanti altri, certamente non con la gioia nel cuore.

rifinitore

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Anche perché, ancora una volta, Rafa ha fatto fatica, come nelle settimane - mesi - precedenti, ingolfato da una condizione atletica smaccatamente deficitaria a causa della pubalgia. Ma d'altra parte chi lo fischia essenzialmente non lo ha mai fatto per una giocata o un gol sbagliati. Di base, succede per via dell'atteggiamento. Qualcosa che stavolta non può essergli imputato. Per quanto è in grado di dare in queste condizioni, la sua è stata una partita onesta e volenterosa. Dopo otto minuti si è beccato un fallaccio da Locatelli, un minuto dopo ha tentato un dribbling troppo pretenzioso su Conceiçao, che gli ha soffiato palla. Alla fine del primo round si è inventato una grandiosa imbeccata per Bartesaghi, che però non l'ha capito. Ma la cosa migliore l'ha fatta nella ripresa, quando ha rifinito perfettamente il contropiede di Rabiot piazzando Saelemaekers davanti a Di Gregorio. Palla, però, sulla traversa. Rafa ha a disposizione ancora quattro partite per provare a lasciare un ultimo segno in una stagione complicata: è a quota nove gol in campionato, arrivare in doppia cifra darebbe una certa soddisfazione e metterebbe di buon umore in vista del Mondiale.

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