"Si tratta di accuse degli inquirenti
e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale
dialettica democratica. Giudizi affrettati o conclusioni di
qualsiasi genere sono fuori posto, nell'attesa doverosa che le
indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità".
Così il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, in merito
all'inchiesta sugli arbitri. "Nessuno di noi conosce alcun
dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso
dovere sino all'ultimo grado di giudizio - sottolinea -. C'è il
rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema
Serie A, e a tutto l'intero movimento calcistico italiano, con
una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica.
Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la
Procura del CONI si siano mosse tempestivamente e si siano già
espresse su alcuni punti dell'indagine. La giustizia ordinaria
farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto
all'epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro
già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo
disciplinare". "Abbiamo il dovere di garantire che il sistema
calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento - conclude
-, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che
generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli
organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre
in discussione l'onestà intellettuale e il lavoro di un intero
sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato,
sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio
la credibilità del sistema e la regolarità del campionato".
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8 ore fa
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