Più infortuni, più ritiri: l'inchiesta sul massacro dei tennisti. I motivi sono quattro

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 Novak Djokovic of Serbia holds his knee during his match against Francisco Cerundolo of Argentina in the Men's Singles fourth round match during Day Nine of the 2024 French Open at Roland Garros on June 03, 2024 in Paris, France. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

I tennisti corrono il 50% in più rispetto a dieci anni fa e l'età media dei top 100 continua a salire. Ma tra sessioni notturne e superfici rallentate, il rischio infortuni tocca picchi record: l'analisi medica sulle minacce di un circuito senza sosta

Lorenzo Topello

Collaboratore

26 aprile - 12:59 - MILANO

“Per me è quasi una scena del crimine. C’è il delitto, ci sono i sospettati: noi dobbiamo trovare la soluzione”. Per Dominic King, responsabile dello sviluppo atleti al Centro Halton, nel Regno Unito, quello degli infortuni nel tennis è un caso da risolvere e una minaccia in via di espansione: “Non voglio che i miei ragazzi vivano una gran carriera e poi si ritrovino impossibilitati a muoversi una volta ritirati”. Il rischio però esiste e lo hanno calcolato in diversi: da Howard Green, ex membro della Marina Inglese che ha elaborato i quattro fattori principali di esposizione agli infortuni, fino ai dati di Robby Sikka, direttore medico della Ptpa. Ovvero l’associazione tennisti fondata da Djokovic e Pospisil: quella che, in un approfondito report datato 2024, ha spiegato che giocare cinque set oggi era come… giocarne sei nel ’99.

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