Simone: "Leao è un Peter Pan, da punta è limitato. Openda e David non segnano perché..."

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L’ex attaccante rossonero: "Il mio agente mi mise davanti due contratti, uno col Milan e uno con la Juve. Scelsi il primo perché era l'inizio dell'era Berlusconi e Milanello è vicino a Castellanza, alla Juve ci mandò Casiraghi..."

Marco Guidi

Giornalista

26 aprile - 11:59 - MILANO

Primavera del 1989, Marco Simone è una promessa del Como e si trova in ritiro con l’Italia Under 21. Alla porta della sua stanza bussa Oscar Damiani, il suo agente. “Aveva in mano due contratti identici – racconta l’ex attaccante, oggi presidente del Monaco United -. Stessa durata, stesso ingaggio, ma il nome di due squadre diverse. Il primo era del Milan, l’altro della Juventus”. Il finale della storia lo conosciamo già. Simone sceglie il Diavolo e in rossonero festeggia 14 trofei in otto anni. “Per me fu una decisione facile: mio padre era interista, ma a vedere le partite a San Siro da bimbo mi portavano i miei zii milanisti. In più, eravamo all’inizio dell’era Berlusconi, la squadra giocava un calcio magnifico. E poi Milanello è vicino a Castellanza, sai che comodità? (ride ndr)”. 

Col senno del poi, gli è andata bene. 

“Beh, direi proprio di sì. Damiani aveva anche un altro giovane centravanti, Casiraghi. Uno doveva andare al Milan, l’altro alla Juve. Alla fine sono stato più fortunato io, anche se Gigi era molto forte e anche lui ha avuto una grande carriera”. 

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Con il Milan e la Juve di oggi rifarebbe la stessa scelta?

“Penso di sì, ai miei occhi il fascino di San Siro non ha eguali, quindi alla fine sarei finito a giocare a Milano comunque”. 

Lei, comunque, ha pensato bene di prendersela con la Juve: le ha segnato in ben cinque partite... 

“A nessuna squadra italiana ho fatto più gol (ride ndr). Non so bene il perché, ma quando affrontavo la Juve avevo una carica speciale. O forse il perché lo so: la Signora è sempre stata un punto di riferimento per il calcio in Italia, giocarci contro era speciale”. 

Lo sarà anche stasera per i giocatori del Milan? 

“È una partita decisiva per la corsa Champions e lo dico con un po’ di tristezza, perché pensavo che il Milan sarebbe riuscito a dare più fastidio all’Inter per lo scudetto”. 

Allegri l’ha delusa un po’? 

“Ma no, gli avevo solo rimproverato le dichiarazioni in cui parlava di quarto posto come obiettivo. Il Milan, così come la Juve, non deve e non può porsi limiti, anche se capisco che nel calcio di oggi la qualificazione in Champions è vitale per la sostenibilità economica. Sul resto, a Max si può dire poco”. 

 Rafael Leao of AC Milan looks on during the Serie A match between AC Milan and Udinese Calcio at Giuseppe Meazza Stadium on April 11, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Da bomber, però, avrà notato che un attaccante del Milan non segna dall’1 marzo. 

“Un dato preoccupante, ma che non mi sorprende più di tanto. Gli attaccanti del Milan non segnano perché... non sono dei veri attaccanti. Nessuno di loro vive per il gol”.

Leao centravanti no, dunque? 

“Non dico non possa farlo tout court, ma Rafa è molto limitato nel ruolo in cui sta giocando ora. E mi spiace, perché è un vero talento: ha fisico e tecnica da top, anche se - come dicevano a me - è un eterno Peter Pan”. 

Non che le punte della Juve brillino... 

“David e Openda in Francia segnavano a raffica, ma in Italia il calcio è più lento e tattico”. 

Eppure Spalletti ha dato un’identità di gioco alla Juve.

“Luciano è super. Ma gli attaccanti vivono anche di luce propria. Prendiamo il Milan: non è che sia il 3-5-2 di Allegri a complicare la vita alle punte, sono le caratteristiche degli attaccanti in rosa, piuttosto, a rendere difficile fare gol”.

 Luciano Spalletti, Head Coach of Juventus, reacts during the Serie A match between Atalanta BC and Hellas Verona FC at Gewiss Stadium on April 11, 2026 in Bergamo, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Che partita si aspetta? 

“Ho sentito dire che il pari fa comodo a entrambe, ma non credo si scenda in campo per lo 0-0. Sarà una gara giocata a viso aperto”. 

Un volto per Milan e Juve? 

“Modric tra i rossoneri: al ritmo della Serie A può andare avanti altri 2-3 anni. Yildiz per i bianconeri: ha tutto per diventare un super calciatore. E se lo ha detto anche Del Piero...”.

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