A Jerez si rivede la Ducati: Alex Marquez precede Di Giannantonio. Poi Bezzecchi

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Nella prima giornata di prove in Spagna l'iberico del Team Gresini precede il romano della VR46. Poi l'Aprilia del leader iridato davanti alla rossa ufficiale di Marc Marquez. Ogura (ufficiale in Yamaha dal 2027) quinto davanti a Bagnaia

24 aprile - 16:34 - JEREZ (SPAGNA)

La Ducati i compiti li ha fatti, ma l’Aprilia non è stata lì a guardare. E quindi sarà anche un nuovo inizio, questo arrivo in Europa dopo tre mesi di sosta, ma si riparte non molto lontani da dove ci si era fermati. Con un acuto del venerdì, di Márquez. Ma non di Marc, di Alex. E per lui sì che sembrerebbe esserci stata una gran bella svolta rispetto ai tre GP extraeuropei di inizio annata. Perché ama questa pista su cui un anno fa ha celebrato la prima vittoria in carriera. E oggi sembrava tornato ad allora, al suo straordinario 2025, con un tempo che non è solo migliore, ma che è stato persino schiacciante rispetto a quelli di tutti gli altri: 1’35”704. A meno di un decimo dalla pole di un anno fa. Tre decimi abbondanti (333/1000) più veloce di Fabio Di Giannantonio, che ha così ribadito la buona prova della mattinata. Dietro di loro Marco e Marc, Bezzecchi e Marquez, a mezzo secondo da Alex però (506 e 523), separati da soli 21 millesimi. 

moto italiane al top

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Il tutto con nove moto italiane ai primi nove posti: cioè 5 Ducati su 6, sesto un rinfrancato Pecco Bagnaia (che pure in avvio di sessione era andato in terra), ottavo Fermin Aldeguer. E 4 Aprilia su 4: quinto Ogura, oggi ufficializzato come pilota ufficiale da Yamaha per il 2027; settimo Fernandez. E nono Martin, che a sua volta è andato ancora a terra, come già in mattinata, eguagliando così il primato di 6 cadute stagionali del compagno Bezzecchi. Nell’ottavo passaggio alla curva 13 gli si è chiuso l’anteriore ed è andato giù. Poi nel finale è riuscito a strappare il crono. Il solo pilota su moto italiana costretto a passare dal Q1 è Franco Morbidelli, 14° a 738/1000. Però lo rimpiazza in Q2 un altro italiano: Enea Bastianini, che quindi stavolta ha fatto meglio di Pedro Acosta ed è il migliore su KTM. Malinconico Fabio Quartararo, che qui a Jerez ha vinto la sua prima gara e che l’anno scorso ci ha fatto la pole, e che oggi ha finito 17°. 

così la moto2

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In Moto2, un piccolo fatto epocale: la prima volta di un pilota sotto l’1’39” a Jerez, con un bell’1’38”973. Ci è riuscito Senna Agius. Il ragazzo australiano dal nome-tributo ad Ayrton, dopo le prime due gare anonime, fuori dai punti, a Austin s’è scatenato, con la terza vittoria in carriera in Moto2. E dunque oggi ha lanciato la sua candidatura. Agius è stato di 79 millesimi più veloce di Alonso Lopez, col terzo tempo Barry Baltus, a 129 millesimi. Cinque Kalex ai primi cinque posti, con anche Collin Veijer e Dani Holgado, e poi al sesto posto Izan Guevara con la prima delle Boscoscuro. Migliore degli italiani Celestino Vietti, con l’ultimo posto utile per entrare in Q2, il quattordicesimo. Subito dietro, quindicesimo, dunque escluso e costretto a passare per il Q1, Tony Arbolino. Luca Lunetta ha finito con il 24° tempo. 

così la moto3

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Anche in Moto3 poca Italia, per quanto Matteo Bertelle abbia chiuso con un ottimo quarto tempo. Il problema è che è il solo dei nostri ad essersi qualificato direttamente in Q2, piazzandosi dietro Maximo Quiles, autore del miglior tempo in extremis, a David Munoz, che a sua volta all’ultimo momento ha ricevuto il fit, e a Valentin Perrone. Alvaro Carpe non è andato oltre il nono tempo. Quindicesimo per Guido Pini, 24° per Nicola Carraro.

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