Addio a Nazareno Balani, storico regista "olimpico" della Rai

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Si è spento a Roma uno dei grandi protagonisti "nascosti" della tv sportiva, nome noto a tutti gli appassionati. Lavorò ai Giochi da Barcellona '92 a Rio 2016 prima di andare in pensione

25 aprile - 23:23 - MILANO

E' stato per una vita uno dei tanti nomi senza volto che hanno riempito i nostri pomeriggi, le nostre serate sui divani di casa, incollati ai teleschermi. "Con la regia di Nazareno Balani...". Quante volte abbiamo sentito questa frase, proveniente da voci a noi famigliari, a cui sapevamo associare una faccia, una fisionomia. Lui invece operava nell'ombra, ma era uno di quegli ingranaggi indispensabili per far funzionare la macchina, ovvero la produzione, la messa in onda, quello che vedevamo, le emozioni che ci trasmettevano. Nazareno se ne è andato, lontano dalle luci dei riflettori, dall'altra parte delle telecamere, così come aveva vissuto.

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E' morto a Roma, dieci dopo aver lasciato la Rai, la sua seconda casa. Aveva lavorato in moltissimi Giri d'Italia, Mondiali di calcio, ed era stato IL regista delle Olimpiadi, una striscia ininterrotta da Barcellona ’92 fino a Rio 2016. Era sempre attento all'aspetto umano, come aveva raccontato al Fatto Quotidiano in un'intervista cinque anni fa, in occasione dei Giochi di Tokyo: "Noi, come tutti gli altri grandi network, aggiungevamo delle telecamere negli stadi dove pensavamo che saremmo arrivati a medaglia, in modo da catturare le facce dei nostri atleti, le loro espressioni. Questo è fondamentale per raccontare lo sport. Pensi al quarto classificato. Nessuno se lo fila, ma in verità è un grande risultato. Sono tutte emozioni che rischiano di andare perse". Una cosa è certa: la sua eredità, il suo ricordo, non si perderanno mai.

La Gazzetta dello Sport

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