D'Aversa punta sul Torino: "Non sta scritto da nessuna parte che sia impossibile battere l'Inter"

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Il tecnico granata alla vigilia della sfida contro i nerazzurri: "Già da bambini ci si allena per giocare questi incontri. E se non sarà decisiva per assegnare lo scudetto, potrà cambiare il nostro cammino"

25 aprile 2026 (modifica alle 16:29) - TORINO

Un Torino coraggioso per provare a fermare l’Inter. Alla vigilia della sfida contro i nerazzurri (domani, ore 18, Olimpico Grande Torino), il tecnico granata Roberto D’Aversa tratteggia le difficoltà, ma anche le opportunità della sfida. Con l’obiettivo di fare un passo in avanti dopo il pari di Cremona. “Ci troveremo di fronte una squadra che sta per vincere lo scudetto e che si giocherà la finale di Coppa Italia. Affrontarla è difficile, lo è per tutti, ma non sta scritto da nessuna parte che sia impossibile batterla. Hanno fatto tanti gol a tante squadre diverse, per cui vanno alzati attenzione e qualità. Dobbiamo riproporre il livello delle ultime prestazioni interne (vittorie contro Lazio, Parma e Verona, ndr) mostrando grinta, cuore e soprattutto capacità di fare gol. Serve una prestazione al 120%. Potrebbe non bastare, ma non bisogna partire sconfitti. È una partita che va affrontata con onore. Dopo Cremona ho insistito su come avremmo dovuto gestire la palla, sui tanti errori tecnici e sui duelli aerei in cui arrivavamo sempre secondi, specie nel primo tempo. Lì ci aspettavamo partita diversa, speravamo in un risultato pieno. Ora vorrei che andassimo in campo con la volontà di essere propositivi e di imporre il nostro gioco. Ho chiesto di essere di mettere personalità, di mostrare tutto ciò che non abbiamo mostrato a Cremona. Raggiunti i 40 punti, nostro primo obiettivo, è bello misurarsi con quelli che sono più bravi di noi e farlo con ambizione. Non c’è margine di errore, serve l’orgoglio di portare a casa un risultato positivo anche contro i futuri campioni d’Italia”. 

il percorso 

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D’Aversa ha insistito sull’opportunità che rappresenta una partita del genere. “Quando affronti in casa la squadra che sta per vincere lo scudetto, quali altre motivazioni devi avere? Già da bambini ci si allena per giocare questi incontri. E se non sarà decisiva per assegnare lo scudetto, potrà cambiare il nostro cammino. Abbiamo iniziato un percorso importante, nelle partite in casa in particolare. Voglio vedere grinta, voglia di mettere in difficoltà gli avversari e di sudare la maglia”. Il tecnico ha poi sottolineato alcuni aspetti tattici. E qui si innesta il discorso sul coraggio. “Sfidare l’Inter giocando con un attaccante in meno e un centrocampista in più potrebbe anche avere senso, ma tutto dipende dall’interpretazione. Anche l’Inter gioca con due punte, ma quando c’è da difendere sono tutti e dieci sotto la linea della palla e questo per me è un aspetto molto importante. Il fatto di aver messo titolari Zapata e Simeone già dalla prima giornata è stato un segnale che ho dato alla squadra: se chiedo di avere coraggio, poi non posso essere io a non mostrarne. Partire con un centrocampista in più non sarebbe un’idea sbagliata, ma ho cinque attaccanti da sfruttare, e ricordiamoci che i risultati ottenuti finora sono figli anche di questo coraggio. Vlasic? I suoi compiti variano anche sulla base di altre scelte che verranno fatte, ma di base viste le sue caratteristiche, per me più vicino sta alla porta avversaria e meglio è”. Il tecnico ha anche fatto il punto sulla condizione di Duvan Zapata, che in settimana è tornato ad allenarsi. “Io controllo un po’ tutto, e il fatto che si sia ripresentato con valori di peso significativi per me ha un grande significato. Quando sono arrivato per prima cosa ho insistito sull’importanza di essere professionali. Da questo punto di vista, il capitano che si presenta con un peso vicino a quello della sua migliore condizione fisica è un segnale fondamentale. Quanti minuti giocherà? Dipende. Magari non ha i 90, ma la sua è la struttura di chi più gioca, più va in condizione”. 

possibilità

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D’Aversa ha anche fatto il punto su alcuni giocatori. “Di Ilkhan in settimana si è parlato molto sui media. Voglio ricordare che quando sono arrivato veniva da un’espulsione, poi ha avuto un impegno con la nazionale turca ed è rientrato con alcuni problemi fisici. La settimana scorsa ho detto che a Cremona avrebbe meritato di entrare, che mi aveva messo i dubbi sulla formazione. Sta dando quella continuità che prima non aveva avuto e che ora può anche permettergli di partire. Lazaro è un altro di quei giocatori che ti mettono in difficoltà nelle scelte: contro l’Inter potrebbe trovare spazio, abbiamo avuto un po’ di problemi fisici su qualche altro giocatore. Per Tino Anjorin dico solo peccato, stava crescendo sul piano fisico. È un giocatore forte che in carriera ha avuto diversi problemi, non dimentichiamo che viene dal Chelsea. In settimana sì è fatto male come si sarebbe fatto male chiunque, è semplicemente scivolato. Dispiace perché stava lavorando con continuità, non ci voleva. Sulle sue qualità non si discute, è molto forte”.

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