Di Giannantonio: "Ducati in assetto Marquez, io vado all'opposto se no fatico"

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A Jerez il romano della VR46 ha spiegato le difficoltà del momento: "La GP26 è molto legata all'anteriore e consuma di più la gomma posteriore, la direzione dello sviluppo è andata verso Marc". Bagnaia: "Ho snaturato del tutto il mio modo di frenare"

Federico Mariani

24 aprile - 16:43 - MILANO

A Jerez la Ducati spera di invertire la rotta dopo i primi tre round del Mondiale MotoGP, sempre dominati dal team Aprilia. Ma la GP26 può ancora crescere e colmare il gap accusato dalla rivale RS-GP? Al momento la nuova moto non sembra convincere pienamente alcuni piloti di Borgo Panigale, come Fabio Di Giannantonio e Francesco Bagnaia. Entrambi, infatti, faticano a trovare un assetto adatto al proprio stile di guida per motivi diversi. E l’alfiere del team VR46 ha indicato anche in Marc Marquez un elemento cruciale a proposito di sviluppo. 

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Di Giannantonio ha analizzato la situazione parlando con i media presenti a Jerez per il GP di Spagna: “Negli ultimi anni sembra che la direzione dello sviluppo sia cambiata, andando verso Marquez. Io e Bagnaia, invece, stiamo faticando a trovare fiducia, soprattutto sull’anteriore. Parlando per me, seguo la direzione opposta rispetto a Marc perché con l’assetto attuale fatico a essere competitivo”. Fabio ha aggiunto: “Credo che Ducati abbia perso qualcosa, cambiando l’approccio della moto. Tutto è legato all’anteriore. La moto del 2026 è migliorata, riesco a spingere di più sul giro secco. Però, contemporaneamente, siamo meno conservativi nella gestione della gomma posteriore. Sto cercando di lavorare con Ducati per riportare tutto dalla nostra parte”. Il pilota VR46 si è mostrato parzialmente fiducioso: “Siamo ancora in partita contro Aprilia”. Al tempo stesso, però, non ha nascosto un certo disappunto: “Noi piloti allineati sullo sviluppo? Non proprio…”. Un’impressione condivisa con Bagnaia. 

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Anche Pecco è risultato molto diretto durante un’intervista rilasciata a Sky Sport prima delle prove libere: “Conosco benissimo il mio potenziale. Da due anni, però, sto facendo molta fatica: il Dna della GP25 e della GP26 è lo stesso. Questo non mi permette di esprimermi al 100%”. Il pilota factory Lenovo ha proseguito la sua analisi: “Guido sempre in difesa, non riesco ad affidarmi completamente alla moto. Ciò mi impedisce di essere veloce”. Tutto è legato alla frenata: “Il mio punto forte è sempre stato la staccata e l’ingresso in curva, ma con questa moto non posso più sfruttarlo. Ho snaturato completamente il mio modo di frenare. Spero solo che si riesca ad andare nella direzione seguita fino al 2024, quando la moto era studiata proprio per quell’aspetto”. Infine Pecco ha concluso: “In questo momento ci sono anche altri piloti che lamentano i miei problemi”.

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