maledetti
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Voleva giocare in attacco e invece doveva difendere. Al Botafogo come con il Brasile. Ma una vita senza regole distrusse il talento del migliore terzino sinistro dell’epoca post-Pelè. Ed ecco che la Bruxa uscì di scena, col fegato spappolato...
Lo chiamavano Bruxa, che vuol dire Strega. E poteva una strega non finire sul rogo, come negli anni antichi, con tutto il peso delle sue colpe e con le maledizioni che le si sono appiccicate addosso fin da quando è venuta al mondo? Poteva, questo ragazzo che, se ne avesse avuto l’opportunità, si sarebbe mangiato la vita non restare vittima della sua stessa ingordigia, incapace di dire no a qualsiasi desiderio gli si affacciasse nella mente? Francisco Marinho non ha fatto altro che assecondare il destino, senza mai tentare di cambiare una virgola della storia: si è lasciato placidamente trasportare verso il baratro, e nemmeno quando ha visto quanto fosse profondo ha provato ad aggrapparsi al bordo per salvarsi la pelle.


