Una giornata in pista con la quarta generazione di Ducati Hypermotard per una prima presa di contatto a gas spalancato: 120 Cv su 177 kg, massima agilità e un carattere pepato
Vent’anni di Ducati Hypermotard: a due decenni dall’ingresso in scena di quell’oggetto misterioso ed estremo quale la 1100, Borgo Panigale sforna la quarta generazione di una delle sue moto più adrenaliniche. L’Hypermotard V2 - testata sul circuito di Modena nella sua variante più ricca SP - mette sul piatto il meglio della tecnologia moderna in termini di motore, ciclistica, componentistica ed elettronica senza però dimenticare quale fosse il punto di partenza. E non si parla solo di family feeling estetico, ma anche caratteriale, sebbene - lo vedremo a breve - l’ultima creatura di Ducati stupisce per efficacia. È più leggera (ben 14 kg in meno rispetto alla precedente 950 ed è arcinoto quanto togliere peso sia più difficile e costoso che aggiungere Cv), più compatta, più potente e più sofisticata. Tutto ciò si fa pagare salato, perché parliamo di 15.590 euro per la V2 standard e di 19.890 euro per la V2 SP, con chicche come le sospensioni Öhlins da 48 mm anziché le Kayaba da 46 mm.
1 Ducati Hypermotard V2 SP: in cosa cambia
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A primo impatto, la Ducati Hypermotard V2 SP, ferma sul cavalletto laterale, è un tuffo nel passato, tante sono le somiglianze del frontale con la prima serie. L’avantreno, almeno da un punto di vista puramente estetico, è quello, con il suo beccuccio caratteristico e, ora, con un faro full Led. Salendo in sella, pilota ha di fronte a sé un display Tft a colori da 5” con una nuova interfaccia grafica, dal quale è possibile scegliere tre modalità di guida: Road, Road Pro e Track; con quest’ultima si può modificare l’elettronica in ogni momento e ci sono anche i tempi sul giro. La livrea multicolore della SP dona energia alla moto, che si caratterizza per un profilo spiccatamente da motard, con cerchi (forgiati, nel caso della SP) da 17” sia all’anteriore che al posteriore, un codino minuscolo, aggressivo e super affilato e gli scarichi in prossimità della parte posteriore della sella. Caratterialmente non le manca niente.
2 Ducati Hypermotard V2 SP: il motore
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Il cuore pulsante della nuova Ducati Hypermotard V2 SP è il bicilindrico a V di 90° gradi da 890 cc di cilindrata. Un’unità propulsiva vista anche su altre moto del brand, come Multistrada e Monster, ma con un carattere specifico per la Hypermotard e una cura dimagrante rispetto al precedente 950 tale da fregiarsi di essere il V2 raffreddato a liquido più leggero mai costruito da Ducati. Nel caso della Hypermorard, il motore è accreditato di 120,4 Cv a 10.750 giri/min e 94 Nm di coppia a 8.250 giri/min, con il 70% della coppia disponibile sin dai 3.000 giri/min e l’80% dai 4.000 fino agli 11.000 giri/min. Tradotto: gran schiena a medi e bassi regimi. Con gli scarichi Termignoni opzionali si guadagnano 4 Cv, 2 Nm e si perdono 4 kg di peso. Non c’è la distribuzione desmodromica: una rinuncia che porta però gli intervalli di manutenzione del controllo valvole a ben 45.000 km, mentre il cambio olio è previsto ogni 15.000 km/24 mesi. Ed è prevista anche una variante a 48 Cv per possessori di patente A2.
3 Ducati Hypermotard V2 SP: l’elettronica
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Sono quattro i Riding mode della Ducati Hypermotard V2 SP: Wet, Road, Sport e Race, mentre sono tre i Power Mode - High, Medium e Low, con quest’ultimo che limita la potenza a 95 Cv -. Sulla V2 SP non mancano chicche come il launch control e il pit limiter, mentre funzioni come il controllo di trazione (8 livelli e off), l’Abs sensibile all’angolo di piega (4 livelli) e disinseribile al posteriore, il cambio Quick Shift 2.0, lo Slide-by-brake su 2 livelli per entrare in derapata in curva, il controllo del freno motore (3 livelli) e il controllo dell’impennata (4 livelli e off) suggeriscono, tutti insieme, quanto sia completa questa moto in termini di elettronica.
4 Ducati Hypermotard V2 SP: come guidarla
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La moto, testata sul tracciato di Modena e basata su di un telaio monoscocca in alluminio con motore come elemento strutturale e forcellone in alluminio, risulta poco stancante se confrontata a sportive o naked di pari cilindrata e potenza. Anche dopo 6 turni in pista dalla durata di 15 minuti ciascuno si ha ancora l’energia per domarla e guidarla “di corpo”. Una volta trovata la posizione in sella e prese le misure gli ingombri e la ciclistica, tutto viene più naturale. Chiariamo subito una cosa: a differenza della 698 Mono, che può venir d’istinto guidarla con il piede fuori, l’Hypermotard V2 suggerisce in modo piuttosto evidente, immediato e netto di prediligere la guida sportiva classica, anziché quella motard. Pesi e dimensioni non è che lo impediscano, ma si è incredibilmente meno efficaci in una pista come quella di Modena. In un kartodromo ci sarebbe stata più partita, qui no.
5 Ducati Hypermotard V2 SP: come si sta in sella
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Capito come posizionare il corpo e come impostare e affrontare staccate, curve e ripartenze, va detto che gli 88 cm da terra della sella fanno sentire il pilota sempre in posizione un po' rialzata. Una buona notizia per l’uso su strada, dove agilità e maneggevolezza nei cambi di direzione contribuiscono in modo importante al divertimento tra le curve, in pista si predilige un assetto un po' più basso, ma questi sono compromessi che riguardano qualsiasi hypermotard. Un paio di note, prima di parlare dell’effettivo comportamento della moto tra i cordoli: le pedane del pilota sono posizionate piuttosto in basso, è relativamente facile grattarle sull’asfalto ancor prima di sfiorare il manto stradale con il ginocchio interno. Un discorso che dovrebbe riguardare prettamente la pista, perché su strada vorrebbe dire raggiungere angoli di piega pericolosi. L’altro aspetto riguarda il cambio, sensibile a eventuali micro movimenti del piede sinistro: talvolta è capitato che l’elettronica tagliasse potenza in seguito a un involontario sfioramento. Sarà anche colpa di una non perfetta posizione in sella del pilota, ma tant’è.
6 Ducati Hypermotard V2 SP: come va
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L’impressione lasciata dalla Ducati Hypermotard V2 SP è quella che sia una moto divertente e giocosa. È estrema per geometrie, linee, componentistica, look, ma incredibilmente idonea a piloti con esperienza intermedia. Non è la moto ideale per i neofiti - e su questo tutti d’accordo - ma non si posiziona neanche come “l’hypernaked che fino alla quarta marcia è su una ruota sola”. In una parola, la moto è efficace: “fa strada”, come si dice in gergo, non è scorbutica, l’erogazione è sempre corposa, fluida, lineare, senza mettere in difficoltà il pilota, che - se abile a sfruttarla al meglio - può togliersi grandi soddisfazioni. Certo, in uscita dall’ultima curva di Modena, di seconda marcia e con quel cenno di cambio di direzione, vien da sé doverla caricare un po' in avanti onde evitare di fare destra-sinistra su una ruota, ma è tutto davvero volto alla prestazione (e alla sicurezza) prima ancora che allo spettacolo. Il merito è anche della completissima elettronica sopracitata che funziona molto bene.
7 Ducati Hypermotard: alcuni dati
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Reattiva e immediata nello stretto anche grazie agli Pneumatici semislick Pirelli Diablo Rossa Corsa IV (omologati per la strada), la Ducati Hypermotard è una moto che non disdegna curvoni veloci da terza/quarta marcia, forte di una stabilità ed una percorrenza da riferimento per il segmento. Interessante anche il dato della velocità di punta in fondo al rettilineo di Modena: 210/215 km/h circa, di quinta marcia, prima di staccare per curva 1. Un motard che a quelle velocità deve ancora inserire una marcia, la sesta, è una moto con un potenziale enorme, anche in contesti ben diversi dai kartodromi o dal passo di montagna tutte curve, sebbene rimanga il suo habitat naturale. Sempre sincera, sicura e convincente la frenata: potente e modulabile all’anteriore - dove spicca la pinza Brembo M50 dedicata - efficace anche con un solo dito sulla leva del freno, giocosa al posteriore, con l’elettronica che assiste il pilota - tramite il cosiddetto Slide-by-brake - a intraversare la moto in ingresso curva.
8 Ducati Hypermotard V2 SP: pregi e difetti
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Di seguito i pregi e difetti della Ducati Hypermotard V2 SP, testata tra i cordoli dell’Autodromo di Modena.
Piace
- Filosofia: in pista ha fatto intravedere doti di maneggevolezza e agilità che - se applicate su un passo di montagna - stampano un sorriso sotto il casco garantito. Motardoni così sono sempre più rari, brava Ducati a portar avanti una tradizione, sebbene sia una moto di nicchia
- Motore: 120 Cv su 177 kg di peso sono tanti, ma è sempre dolce e pastoso in erogazione, senza mai mettere realmente in difficoltà
- Freni: potenza frenante e modulabilità da prima della classe, con la possibilità di entrare in curva con un traverso controllato
- Elettronica: c’è di tutto e di più, non si può chiedere di meglio
Non piace
- Pedane: un po' troppo in basso, in pista è relativamente facile arrivare a grattarle sull’asfalto ancor prima di toccare l’asfalto con il ginocchio
- Prezzo: salato, specie se si opta per la più ricca SP.
9 Scheda tecnica
Ducati Hypermotard V2 SP
| Potenza massima | 120,4 Cv a 10.750 giri/min |
| Coppia massima | 94 Nm a 8.250 giri/min |
| Dimensioni | interasse 1514 mm, altezza sella 880 mm (865 mm sella ribassata; 850 mm sella ribassata e kit sospensioni a corsa corta), peso in ordine di marcia senza il pieno di benzina 177 kg, serbatoio 12,5 litri |
| Telaio | monoscocca in alluminio, forcellone in alluminio |
| Sospensioni | anteriore forcella Öhlins da 48 mm di diametro, completamente regolabile; ammortizzatore posteriore Öhlins completamente regolabile |
| Freni | anteriore doppio freno a disco semi-flottante da 320 mm di diametro, pinza ad attacco radiale Brembo M50 a quattro pistoncini, Abs Cornering; posteriore disco singolo da 245 mm di diametro, pinza a due pistoncini, Abs Cornering |
| Pneumatici e cerchi | Pirelli Diablo Rossa Corsa IV; anteriore 120/70-17”; posteriore 190/55-17” |
| Prezzo | da 19.890 euro (V2 da 15.590 euro) |
Ducati Hypermotard V2 SP: l’abbigliamento utilizzato
| Guanti | T-Ur G-Speed Grey |
| Intimo tecnico | Dainese |
| Paraschiena | Dainese |
| Tuta | Dainese |
| Stivali | Xpd |
| Borsone | Ogio RIG 9800 |
| Tester | altezza 174 cm, peso 74,5 kg. |


