Europei di nuoto in Turchia a settembre, ma l'Italia ha già deciso di non partecipare!

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La Finp in un comunicato ha rivelato la decisione di non partire nata "dal timore di effettuare una trasferta in una zona dove ci sono crescenti tensioni geopolitiche che potrebbero minare la sicurezza e la tranquillità emotiva delle delegazione azzurra”

Simone Corbetta

24 aprile - 18:37 - ROMA

La Finp non parteciperà ai prossimi campionati europei di nuoto paralimpico in programma in Turchia dal 7 al 12 settembre. La decisione è stata resa nota oggi dopo una riflessione di tutto il consiglio federale e nasce “dal timore di effettuare una trasferta in una zona dove ci sono crescenti tensioni geopolitiche che potrebbero minare la sicurezza e la tranquillità emotiva delle delegazione azzurra”. La scelta di non partecipare alla competizione continentale (nella cui ultima edizione l'Italia ha vinto il medagliere con ben 63 medaglie di di cui 26 d'oro), votata all’unanimità, nasce soprattutto dalla necessità di tutelare le atlete, gli atleti e lo staff da eventuali problematiche. Una decisione maturata non all’improvviso - come sottolineano i vertici federali - ma presa dopo attente analisi e consulti sia con gli atleti azzurri che con le autorità competenti. 

sicurezza 

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“Il consiglio - spiega il Presidente Finp Franco Riccobello - si è riunito il 20 aprile per valutare la partecipazione ai prossimi campionati europei che si terranno in Turchia, visto il particolare momento di tensioni geopolitiche in quell’area. La Turchia - spiega - è una zona vicina sia all’Iran che a Israele e questo ci ha messo molto in apprensione. Come Presidente federale per me vale prima di tutto l’incolumità degli atleti e non ce la siamo sentita di rischiare. Abbiamo anche sentito il parere dei due consiglieri eletti in quota atleti che hanno votato favorevolmente questa decisione. Da sottolineare - commenta il Presidente - che quasi tutti gli atleti non erano ben predisposti alla partecipazione del campionato europeo per paura della particolare situazione in quella zona. Oltretutto è sorta anche apprensione relativa ai voli di linea, che non sappiamo se possano avere qualche blocco o qualche cancellazione. Si tratta, in via primaria, di non rischiare l’incolumità della delegazione con situazioni che potrebbero creare problemi anche a livello emotivo e personale. Una decisione sofferta, ma maturata all’unanimità in consiglio e dopo attente e accurate valutazioni”.

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