Guardiola, scenario Azzurro: Pep ama l'Italia, la Nazionale è una scommessa che lo attrae

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In Spagna danno per scontato l’addio al City. Il tecnico ha sempre detto di voler allenare una nazionale: se la Figc lo chiamerà ascolterà la proposta

24 aprile - 07:21 - MADRID

"Perché no?". Questo rispose Pep Guardiola alla domanda diretta su un suo possibile futuro lavorativo in Italia. Eravamo a Trento, ottobre 2018, Festival dello Sport della Gazzetta, e sul palco con lui c’erano Carlo Ancelotti e Arrigo Sacchi. Pep, già allenatore del Manchester City, lasciò la porta bene aperta e articolò ricordando che nella sua vita non aveva mai pensato che potesse finire al Bayern Monaco imparando il tedesco, con Ancelotti che lo spalleggiava dicendo, "Lascia stare…". 

la chiamata

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In questi 8 anni il suo pensiero sull’Italia non è cambiato: il nostro calcio è sempre rimasto nella testa e nel cuore del tecnico catalano. Non abbiamo certezze sulla risposta, ma emozionalmente abbiamo la sensazione che valga la pena tentare: il 22 giugno il nuovo presidente federale dovrebbe mettere in testa alle priorità della sua agenda una chiamata a Guardiola per sentire se per caso avesse voglia di prendere in mano la Nazionale. I candidati alle elezioni federali saranno resi noti il 13 maggio, Guardiola potrebbe avere la finale di FA Cup il 16, la Premier calerà il sipario il 24. Da lì ogni giorno è buono per iniziare i sondaggi con lui. Non ci sono dubbi sul fatto che Pep ascolterà con piacere, e poi non resta che tifare perché le sue considerazioni sull’offerta possano riempire di speranza il nostro calcio. 

un solo pensiero

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Dopo aver camminato nel futuro, torniamo al presente. Guardiola ha un altro anno di contratto ad altissima remunerazione col Manchester City e in queste settimane ha una sola cosa in testa: la conquista della settima Premier League in 10 anni, numero mostruoso. E come corollario c’è anche la FA Cup, con la semifinale col Southampton in programma domani. Se dovesse vincerli sarebbero i suoi titoli numero 41 e 42 in 18 anni di eccezionale carriera. Solo Sir Alex Ferguson, in panchina però per l’eternità equivalente a 39 anni calcistici, ha trionfato di più: 49 trofei. Guardiola ha la totale libertà di scegliere il proprio futuro, se restare o salutare: il City deve tutto al tecnico catalano e accetterà la sua decisione di ottimo grado. 

rallentare

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È dall’inizio della stagione che in tanti, in Catalogna e in Inghilterra, danno per sicuro l’addio di Pep. E paradossalmente l’eventuale vittoria in Premier con annessa incredibile rimonta sull’Arsenal del suo ex pupillo Arteta, potrebbe offrire una spinta ulteriore alla sua uscita. Guardiola non ha dato indicazioni di sorta, e non ha ancora deciso. Questo è sicuro. Un’altra cosa certa è che in caso di addio al City il primo obiettivo per il tecnico di Santpedor è quello di rallentare. Pep è meno stressato di un anno fa, quando si martoriava la testa in cerca di soluzioni che sembravano introvabili. E se non è detto che si voglia fermare come fece quando andò via dal Barcellona nel 2012, con l’anno sabbatico a New York prima di firmare col Bayern Monaco, l’idea di prendere una nazionale è nella sua testa da tempo. Sarebbe un buon compromesso tra l’adrenalina del club e il cloroformio della pausa. Il suo primo obiettivo era l’Inghilterra, ma Thomas Tuchel ha rinnovato il suo accordo con l’Inghilterra fino al 2028. E Ancelotti sta per prolungare il suo con il Brasile fino al 2030. 

l'idea di leo

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Lunedì scorso a Madrid per i Laureus Leo Bonucci a una domanda sulla futura guida della nazionale dopo l’addio di Rino Gattuso ha risposto con il cuore: "Se veramente c’è voglia di ricominciare io ripartirei da Pep Guardiola, perché chiamare uno come lui vorrebbe dire apportare un cambio netto rispetto a tutto quello che è stato il passato. Penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla". 

l'italia nel cuore

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E ha ragione Leo. Perché se noi sogniamo Pep, Pep ha l’Italia nel cuore. Esattamente come chi lo accompagna da 18 anni, il fedele braccio destro, amico, confessore, spalla, consulente Manuel Estiarte che in Italia ha trionfato giocando a pallanuoto per 12 stagioni tra l’86 e il ’99 tra tanto Pescara e un po’ di Savona. Ci permettiamo di pensare che l’affetto sincero per il nostro Paese farebbe passare in terzo o quarto piano anche il tema economico. Magari ci sbagliamo ma se mai Pep dovesse dire sì alla Federcalcio i soldi non saranno un intralcio, non verrebbe in Italia per denaro ma per passione. Pep si è trovato benissimo tra Brescia e Roma, ha allenato in Spagna, Germania e Inghilterra e gli manca l’Italia. Parla la nostra lingua e tiene in grande considerazione il nostro Paese e il nostro calcio ultimamente è caduto in depressione. Sì, sono tutte ipotesi, e le incognite sono molteplici. Ma c’è una certezza: l’amore di Guardiola per l’Italia. Vedremo se basterà per portarlo alla guida degli azzurri, ma per la Federcalcio è doveroso contattarlo. Potremmo presto avere una sorpresa meravigliosa e vincente: Pep che passa dallo sky blue del City all’azzurro. 

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