L'attaccante norvegese nel mirino del Milan è figlio d'arte, s'ispira a Drogba
Eugenio Trevissoi
25 aprile - 19:07 - MILANO
Alexander Sorloth è l'obiettivo di mercato del Milan, alla perenne ricerca di una punta. Il norvegese dell'Atletico Madrid sarebbe in cima alla lista delle preferenze rossonero. Ecco dieci cose che non sapevate su di lui.
figlio d'arte
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Alexander Sorloth non è il primo calciatore in famiglia. Il padre Goran, anche lui prima punta, vanta una lunga e prolifica carriera in Norvegia dove ha vinto cinque campionati con il Rosenborg, oltre a due brevi parentesi in Germania e Turchia. In nazionale, Alexander ha già superato il padre: 26 gol contro i 15 di Goran. Ma l'influenza di papà è stata decisiva nella sua carriera: "È stato fondamentale per me", ha raccontato Alexander qualche anno fa in un'intervista, "mi ha trasmesso l'amore per il gioco e il modo in cui vedo e concepisco il calcio".
l'esordio perfetto
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La carriera da bomber di Sorloth è iniziata proprio il giorno del suo esordio tra i professionisti, a 17 anni, l'11 luglio 2013. Il Rosenborg è sopra 5-1 nel ritorno dei preliminari di Europa League contro i nordirlandesi Crusaders, e alla mezz'ora del secondo tempo Age Hareide manda in campo il ragazzino: pochi minuti dopo, Sorloth ha già messo la palla in fondo alla rete per la prima (decisamente non l'ultima) volta in carriera. Il Rosenborg vince 7-2 e il giorno dopo Sorloth firma il suo primo contratto da professionista: la settimana perfetta.
pallamano e pattinaggio
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Ora c'è solo il calcio, ma da ragazzino Sorloth divideva il suo tempo fra il rettangolo verde, il campo di pallamano e la pista ghiacciata del pattinaggio di velocità. "Ho fatto pattinaggio fino ai 13 anni e pallamano fino ai 16, mi allenavo anche tre volte al giorno - ha raccontato il norvegese in un'intervista - Penso che mi abbia aiutato nel mio sviluppo come atleta". Poi la scelta di concentrarsi solo sul calcio. Per fortuna: 195 centimetri e oltre 90 kg sarebbero stati scomodi da portare in giro sui pattini.
il ruolo del bodo
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Alle radici della crescita di Sorloth come giocatore, c'è il club norvegese che quest'anno tutti hanno imparato a conoscere. Ancora lontano dai fasti odierni, nel 2015 il Bodo Glimt veniva da un campionato chiuso al quartultimo posto e dalla cessione del miglior marcatore, Ibba Laajab, ai cinesi dell'Hebei. Arrivato in prestito dal Rosenborg, Sorloth fatica a ingranare. Poi, la svolta. Il norvegese trova la sua collocazione al centro dell'attacco e non si guarda più indietro: 13 gol e 5 assist, mentre il Bodo conquista una salvezza tranquilla. E per Sorloth, è il vero inizio del viaggio.
haaland e quel soprannome
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Due attaccanti norvegesi, stessa altezza, stazza simile. Quando si parla di Sorloth, è inevitabile l'immediato confronto con Haaland, cinque anni più giovane e con una carriera destinata a mettere in ombra quella pur ottima del connazionale. Insieme, i due formano il tandem dell'attacco record che ha dominato le qualificazioni ai Mondiali 2026, a spese dell'Italia. Curiosamente, fu proprio Haaland a rendere popolare il primo soprannome di Sorloth, commentando un post dell'attaccante quando era ancora al Trabzonspor: "Re del Nord". Ora i due sperano di fare strada anche al di là dell'oceano, quest'estate.
giramondo, ma la turchia...
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Giramondo, ma la Turchia... Tra i bomber europei, forse nessuno ha girato il continente più di Sorloth. Trent'anni, 11 squadre e 8 Paesi, dal gelo norvegese al caldo di Madrid. In mezzo Olanda, Danimarca, Belgio, Inghilterra, Turchia e Germania. Un pezzo di cuore, forse, lo ha lasciato sulle sponde del Mar Nero, nelle due stagioni al Trabzonspor dove è stato anche capocannoniere del campionato. "Nulla è comparabile all'atmosfera delle partite in Turchia - ricordava Sorloth in un'intervista - È stata l'esperienza più incredibile della mia carriera. In ogni partita il clima era pazzesco, e le sfide contro Fenerbahçe e Besiktas sono tra i ricordi migliori che ho su un campo da calcio".
il tris più veloce
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Nel campionato spagnolo, Sorloth vanta un primato: è sua la tripletta più veloce di sempre, nella sfida contro la Real Sociedad (suo ex club) del 10 maggio 2025, con la maglia dell'Atletico Madrid. Il primo gol arriva al 7', un sinistro su assist di Barrios, poi segna in contropiede al 10', e ancora un minuto più tardi: tre gol nei primi undici minuti, è record. Sorloth segnerà anche la quarta rete al 30' del primo tempo, giusto per non farsi mancare nulla. Quell'anno, il primo all'Atletico, i gol in campionato saranno 20.
chef
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Quando non è in campo, Sorloth passa molto tempo in cucina. Lo ha rivelato in un episodio del format "Sab0.0r Rojiblanco", sui canali ufficiali dell'Atletico, in cui ha cucinato un piatto tipico uruguaiano insieme al compagno Gimenez. Sorloth ha mostrato di sapere il fatto suo anche dietro ai fornelli, oltre che in area di rigore. La specialità? Da buon norvegese, è l'alce, servita con patate e verdure.
sicario
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L'altra specialità di Sorloth sono i gol, e a trovargli un nuovo soprannome appena arrivato all'Atletico ci ha pensato il Cholo Simeone. A rivelarlo è stato lo stesso Sorloth: "Nel nostro primo incontro, Simeone mi ha detto di avere un nuovo soprannome per me. Mi chiama 'Sicario'. Dice che devo essere un sicario per tutta la stagione, concentrarmi solo sul mettere la palla in fondo alla rete. Cercherò di essere all'altezza del soprannome". Dopo 41 gol in due anni, partendo spesso dalla panchina, potrebbe esserci riuscito.
l'idolo drogba
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Come tutti i ragazzini cresciuti a pane e pallone, anche Sorloth ha un idolo calcistico: il suo è Didier Drogba. "Ero tifoso del Chelsea da piccolo e lui era il mio preferito", ha raccontato Sorloth in un'intervista lo scorso anno: "Adoravo la fisicità con cui giocava". E a febbraio, dopo la tripletta al Club Brugge nei playoff di Champions, ha parlato così del gol con cui ha sbloccato la partita, difendendo palla su un rinvio di Oblak e trafiggendo Mignolet con il suo sinistro: "È stato un gol alla Drogba, ne segnava tanti così: lui è il mio idolo, questo ha reso il gol ancora più speciale".



