Il piano dell'Inter per Lautaro: sedute extra e cautela. Ecco quando può rientrare

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Nessun rischio contro il Torino. L’argentino vuole un “doblete” e un Mondiale da protagonista

Guendalina Galdi

Giornalista

24 aprile - 10:53 - MILANO

Quando la squadra riposa, Lautaro Martinez si allena. È una costante, questa, nella vita dell’argentino nei periodi in cui è infortunato. Non sorprende, dunque, che ci ritroviamo ora — dopo i due giorni liberi concessi da Cristian Chivu alla sua squadra post vittoria nella semifinale di Coppa Italia contro il Como — a scrivere delle sedute extra del capitano. Ieri e il giorno prima, il Toro insieme ad Alessandro Bastoni e Stefan De Vrij si è visto sui campi di Appiano Gentile per proseguire il suo programma di recupero. Senza sosta, sì. Ma soprattutto senza fretta. Per l’Inter, per lo stesso Lautaro (e, perché no, anche per il ct dell’Argentina Lionel Scaloni) è fondamentale che il ritorno in campo avvenga al cento per cento della forma. C’è un finale di stagione da vivere da protagonista, una finale di Coppa Italia da giocare, e magari anche decidere come accaduto nel 2023 con una doppietta, e, dopo ancora, un Mondiale da giocarsi da campione in carica che non ammetterà assenze.

E adesso?

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Il piano di rientro che ha programmato l’Inter per il suo numero 10 è chirurgico e romantico insieme. Ferma (fermissima) restando la volontà di non forzare i tempi, domenica prossima a Torino contro i granata sarà estremamente difficile rivederlo in campo. Certo, l’aritmetica dice che potrebbe essere già quella la prima occasione buona per festeggiare lo scudetto ma dipenderà tutto dal risultato del Napoli contro la Cremonese e di conseguenza dai punti di distacco che stasera separeranno prima e seconda. E giusto uno scenario con un Antonio Conte che lascia altri punti per strada, contro Marco Giampaolo, potrebbe riportare il Toro in panchina, come già accaduto in stagione (l’ultima volta contro il Como al Sinigaglia) per vivere da vicino qualsiasi gioia con i compagni. Fatte queste premesse, dunque, il Parma a San Siro diventa la sfida clou, da mettere nel mirino, perché quella più probabile per rivederlo in campo. Non subito per tutti e novanta i minuti di gioco ma quanto basta per fargli riprendere contatto col terreno verde. E, magari, per farlo festeggiare con la sua numero 10 addosso uno scudetto che potrebbe diventare certezza proprio in quel 3 maggio. Sarebbe un ritorno 2.0, dopo quello già avvenuto contro la Roma — dopo il primo guaio al polpaccio stagionale — in cui regalò al Meazza un’altra doppietta. Tanto per ribadire che quando il Toro torna lo fa a modo suo, in grande stile e riprendendo lì da dove aveva interrotto: segnando. I suoi centri stagionali in campionato sono 16 che diventano 20 in totale aggiungendo i 4 realizzati in Champions League. La sua media gol in tutte le competizioni è di uno ogni 124 minuti. Insomma, l’Inter col Torino sarà senza il suo Toro, ma solo perché dalle parti di Appiano non c’è la minima intenzione di correre alcun rischio. Né di ricadute, né di eventuali altri forfait. Lautaro vuole celebrare il tricolore da protagonista per poi andarsi a prendere con questo stesso mantello un doblete che a metà maggio può diventare realtà. Prima di diventare di nuovo albiceleste, dall’altro lato dell’oceano. Lauti vuole tutto e ora il rientro è una questione importante quanto i gol. Ma per questo tipo di reti sa che l’assist più importante può arrivare solo da una qualità che ha imparato a coltivare in infermeria: la pazienza.

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