Jashari, da protagonista mancato al Milan a obiettivo Juve: ecco perché in rossonero ha faticato

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Lo svizzero è stato il secondo acquisto rossonero più costoso della scorsa estate: tra infermeria, scelte di Allegri e... Modric, tutti i motivi per cui non ha ingranato

Marco Pasotto

Giornalista

25 aprile - 08:41 - MILANO

A meno di qualche bollicina che sgorghi quando meno te lo aspetti, la stagione di Ardon Jashari si concluderà com'era iniziata: da carissimo gregario. Carissimo nel senso di dispendioso perché lo svizzero era stato il secondo maggior esborso - 34 milioni più bonus - dello scorso mercato estivo. Si era trattato, ed è così tutt'ora, di un investimento in prospettiva perché Ardon ha qualità indiscutibili e solo 23 anni, ma è indubbio che il bilancio della sua prima avventura in rossonero non possa essere considerato positivo. Il che incoraggia eventuali pretendenti. Ecco perché nelle ultime ore è emersa l'indiscrezione sull'interessamento della Juve, con Spalletti che gradirebbe farlo traslocare alla Continassa per piazzarlo sulle stesse mattonelle di Locatelli. Quindi una collocazione da play, che è poi il medesimo ruolo nel quale lo vede prima di tutto Allegri.

briciole

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Come mai a Milanello è andato meno bene di quanto ci si aspettava? Come sempre, in questi casi, non c'è soltanto una spiegazione ma un insieme di fattori. Intanto, c'è appunto una questione di ruolo. Jashari può giocare davanti alla difesa e anche da mezzala, ma Allegri lo ha considerato quasi esclusivamente l'alter ego di Modric. Il problema per Ardon è che il croato ha giocato decisamente di più rispetto a quanto tutti si immaginassero, e quindi in quella posizione si è ritrovato a raccogliere solo qualche briciola. Pochi gli spiragli anche da mezzala in realtà, perché sul centrosinistra c'è Rabiot - ovvero l'altro inamovibile - e sulla destra oltre a Fofana c'era la concorrenza anche di Loftus-Cheek e Ricci. In parte è dipeso anche da Allegri, che avrebbe potuto offrirgli a prescindere qualche opportunità in più dal momento che lo svizzero ha un carattere abbastanza forte e non ha timore di prendersi responsabilità quando mette piede in campo. Un carattere peraltro ben evidenziato durante lo sfinente tira e molla del Milan col Bruges la scorsa estate quando Ardon, pur di raggiungere Milanello, si era in pratica messo fuori rosa da solo.

percorso

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Certo, avrebbe potuto essere una stagione molto diversa se non ci fosse stata di mezzo la frattura del perone, che l'ha costretto ai box per due mesi facendogli perdere tutta la preparazione e costringendolo in pratica a ripartire da zero. E questo è l'altro motivo principale che spiega il suo percorso a Milanello. Poi, con l'arrivo della primavera, Allegri ha preferito affidarsi all'usato sicuro - Fofana, soprattutto -, centellinando il minutaggio di Jashari: solo 18 minuti nelle ultime quattro partite, 108 nelle ultime sette. Spiccioli. Allargando lo sguardo all'intera stagione i suoi dati parlano di 658 minuti spalmati su 13 presenze, di cui 7 da titolare, senza gol e con un assist (a Leao con il Como). Dipende dal punto di osservazione: ci si potrebbe anche accontentare, essendo il primo anno in un club di alto livello, ma diventa difficile farlo considerando costi e premesse. È qui, nelle pieghe di questi risvolti, che la Juve potrebbe provare a infilarsi. Ma la vera domanda è: che cosa le risponderebbero da via Aldo Rossi?

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