Si sono conosciuti nell'estate 2020 quando fu il portiere ad accogliere il centravanti. Insieme quell'anno batterono il Milan in Europa League
Alessandro Grandesso
25 aprile - 08:43 - MILANO
Come un fratello maggiore, o comunque uno su cui contare. Johnatan David deve molto a Mike Maignan. Fu il portiere rossonero a metterlo a suo agio quando l'attaccante bianconero approdò a Lilla nell'estate del 2020. Il canadese ci arrivò con il peso del giocatore più caro della storia del club e rischiò di finire schiacciato da attese e pressioni se non fosse intervenuto il francese, di cinque anni più anziano. Ma è anche vero che senza i gol di David, indispensabili per vincere il campionato ai danni del Psg, probabilmente la carriera di Maignan non avrebbe seguito la stessa traiettoria ascendente.
primizie
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Insomma, fu un'alleanza proficua quella tra i due compagni di squadra, elementi chiave del trionfo di un Lilla outsider che durante quella stagione, ancora contaminata dal Covid, si tolse pure lo sfizio di abbattere il Milan a San Siro, in Europa League. Primizie di un'annata storica conclusa con un punto di vantaggio sul club dell'emiro del Qatar che in attacco sfoggiava Mbappé e Neymar, oltre che Icardi e Kean. Il Lilla invece, dopo aver ceduto Osimhen al Napoli, aveva puntato tutto sul giovane David, prelevato al Gent per la cifra record di 32 milioni di euro. Tanti per un ventenne sconosciuto ai più. Così, gli albori del canadese in Ligue 1 furono incerti. Il primo gol arrivò solo il 22 novembre.
origini
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Ma a convincerlo di non mollare mai era stato anche Mike Maignan che in quel Lilla era uno dei leader più rispettati. E che capì presto che David andava semplicemente aspettato. A facilitare il contatto anche le origini comuni, haitiane: “Quando arrivò – spiegò in seguito il portiere – si parlava molto di lui, ma mi resi conto che era in difficoltà. Così mi ci sono avvicinato, per capire chi fosse veramente, quale fosse la sua mentalità. Abbiamo parlato molto insieme”. Un comportamento tipico per il francese, sempre incline a fare gruppo, cercando di integrare i nuovi il più rapidamente possibile, dispensando consigli, incitandoli però a dare il meglio.
esigenza
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Ne sa qualcosa appunto David: “In allenamento – ha ricordato in seguito -, dovevo fare sempre qualcosa in più e di diverso per cercare di fargli gol. Mike è molto esigente verso se stesso, ma chiede molto anche ai suoi compagni. Quando in allenamento si presentava l'opportunità di segnare, sapevo che dovevo coglierla e non sbagliarla, perché lui non te ne lascia altre dopo. Mike era una figura importante, mi ha aiutato molto in campo e in spogliatoio. Arrivavo da un'altro tipo di calcio e non giocavo da mesi per via del Covid, avevo perso il ritmo, ma Mike continuava a dirmi di credere in me stesso, facendomi sentire la sua fiducia”.
culmine
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La dedizione al lavoro, l'impegno costante consolidarono in particolare il rapporto tra il portiere e l'attaccante, trasmettendo quindi certezze anche al resto della squadra, ben amministrata dal tecnico Christophe Galtier. E così si è creata la giusta alchimia per una stagione fuori dall'ordinario in un campionato di solito monopolizzato dal club della capitale con le grandi stelle. Il punto culminante, il 3 aprile del 2021, gara valida per la 31/a giornata: Psg contro Lilla, le prime appaiate in classifica. In palio, punti cruciali per il rush finale delle ultime sette giornate. All'appuntamento il Lilla ci arrivava con la leggerezza di chi ha solo tutto da guadagnare, e pure i sette gol nelle precedenti 11 gare a firma del canadese. Il Psg invece era alle prese con la pressione di un quarto di Champions League con il Bayern Monaco da preparare, e le pretese di dover stravincere la Ligue 1. Dopo 20', David firmò il gol partita, con l'assist di Ikoné, un ex parigino scartato dal Psg. Proprio come Maignan che poi blindò i tre punti con un paio di parate. Il Lilla scattò a +3 e chiuse la stagione con un punto di vantaggio sui parigini. Un titolo storico prima dell'addio di Maignan, e l'incipit di un quinquennio proficuo per David. Ma domenica per Milan-Juventus, non ci sarà souvenir che tenga.


