L’ex presidente Zappi aspetta martedì la decisione del Collegio di garanzia del Coni sulla squalifica. In caso di verdetto negativo due strade: commissariamento dell’Associazione o nuove elezioni
Cadono le caselle una a una. Ma serve fare due passi avanti per capire cosa c’è dietro. Il 28 aprile, quindi martedì prossimo, dalle 15.30, il Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni si pronuncerà circa il ricorso sulle prime due sentenze che hanno coinvolto l’ex presidente dell’Aia Antonio Zappi (che era in carica dal dicembre 2024), squalificato il 12 dicembre scorso con stop annesso di 13 mesi, sentenza del Tribunale federale nazionale in primo e della Corte federale d’Appello in secondo grado. Martedì tutto si potrebbe ribaltare o confermare, le ipotesi sono sostanzialmente tre ma il caso è iniziato tutto da quei giorni in cui Zappi venne deferito. Da quel momento si sono acuite frizioni già in essere, fra chi già c’era e chi è arrivato. Gianluca Rocchi, per dire, era già designatore con un accordo biennale. La sensazione è che l’ex capo dell’Aia, in cuor suo, avverta un cauto ottimismo per il ribaltamento dei precedenti giudizi, detto che nulla di nulla fino ad ora è trapelato.
I perché
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Quali erano, in questo caso, i capi d’imputazione ai danni di Antonio Zappi? Al numero uno degli arbitri venne contestata la violazione dell’articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva – quella sulla lealtà, correttezza e probità dei tesserati – oltre ad alcuni articoli del Regolamento Aia e del Codice etico della stessa associazione. Ci sarebbero state pressioni esercitate la scorsa estate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, in particolare su Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi che – secondo l’accusa – sarebbero stati spinti alle dimissioni per poi essere sostituiti da Daniele Orsato e Stefano Braschi. Chiaro che dietro ci siano stati rumors e ipotesi legati al futuro del ruolo di designatore della Can A e B (Rocchi avrebbe un altro anno ma a questo punto...), disegni di frizioni e opportunità riguardo al domani, ma è anche per questo che il pronunciamento di martedì sarà importante. Insomma, questo il pregresso ma aiuta a capire anche il dopo: perché il Collegio di Garanzia del Coni avrà un ruolo importante, in quanto potrebbe confermare o rimandare a una revisione del processo. I casi a questo punto sarebbero tre.
Ipotesi tutor tecnico
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Nel primo caso, il Collegio potrebbe annullare le prime due sentenze e “riabilitare” Zappi, potrebbe rimandare il tutto a un nuovo giudizio oppure confermare, anche parzialmente, le sentenze (da regolamento basta superare i due mesi di inibizione per farlo decadere dall’incarico di presidente, visto che aveva collezionato in passato già 10 mesi di squalifica). E nel caso in cui dovesse esserci la conferma, ecco che nel giro di due giorni l’attuale vicepresidente vicario dell’AIA Francesco Massini darebbe l’ufficialità della decadenza di Zappi. Poi, il bivio: elezioni o commissariamento? Le elezioni dovranno essere indette entro 90 giorni e fatte entro i 45 successivi alla decadenza ufficiale del presidente federale; in caso di Commissariamento, invece, ci sarebbero anche due nomi – un tutor per la parte tecnica, sia chiaro, e non politica – che vengono vociferati nelle stanze arbitrali come uomini per la ripartenza. Non si tratterebbe di candidati presidenti, ma di totem tecnici che possano riavviare la macchina. I due nomi in questione, come spesso accade, sono quelli di Nicola Rizzoli (advisor tecnico e responsabile del dipartimento arbitrale per la CONCACAF) e Roberto Rosetti (designatore della Uefa), ora occupati all’estero. Sia chiaro, raccogliamo voci e sussurri interni, i famosi «si dice», ma tutto ha il contorno delle ipotesi.
RETROSCENA
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E pensare che nei mesi scorsi – e ben prima della vicenda che poi ha coinvolto Antonio Zappi - si era anche ipotizzato che Gianluca Rocchi, negli anni a venire, avrebbe potuto concorrere alla carica di presidente dell’AIA, un ruolo che sarebbe stato un passo possibile dopo i cinque anni vissuti da designatore che scadranno in questa stagione (come Statuto ci sarebbe anche l’opzione di un sesto mandato). Ma oggi, tutto questo, è giusto un retroscena, un’altra storia: l’attualità parla d’altro in attesa del Collegio di Garanzia e di tutto ciò che coinvolgerà lo stesso designatore attuale.



