L'azzurro assente da fine gennaio per una frattura da stress. Tra pochi giorni l'ultimo esame
Da tre mesi non si possono ammirare le sue schiacciate potenti e i suoi sorrisi. Non si possono applaudire le sue battute taglienti. Alla pallavolo italiana e alla Superlega, dal 21 gennaio 2026 – giorno della sua ultima partita giocata in Champions - manca il talento di Alessandro Michieletto, il principe azzurro in grado di vincere scudetti e coppe europee con il club, Mondiali ed Europeo con la Nazionale. Una frattura da stress al peduncolo destro della quarta vertebra lombare lo tiene ai box. Ma il 24enne dell’Itas Trentino ha una gran voglia di tornare a scaldare il cuore degli appassionati.
Michieletto, questo è l’infortunio più lungo della sua carriera?
“Purtroppo sì. Non sono mai stato tre mesi senza giocare. Comunque mi tengo allenato: faccio pesi, lavoro con il fisioterapista e vado in piscina”.
Che cosa le hanno lasciato questi 92 giorni di stop?
“All’inizio non avevo neanche capito la gravità di quello che mi era successo. Pensavo fosse una cosa risolvibile in poco tempo e che avrei potuto partecipare ai playoff. Così l’avevo presa abbastanza bene pensando di sfruttarla per rifiatare, un’opportunità per recuperare quelle energie in più, che mi sarebbero servite per giocare meglio nel finale di stagione. Invece, quando poi ho avuto la percezione di quella che era la realtà del mio infortunio, è stata dura. Vedere i miei compagni giocare ed essere eliminati nei playoff, uscire dalla Champions agli ottavi. E costretto a bordo campo senza poterli aiutare. Non sono stati giorni facili”.
C’è una data prevista per il suo ritorno?
“È ancora presto, nel senso che ho un esame tra pochi giorni, spero che vada bene e che possa gradualmente cominciare a fare qualcosa di più perché al momento sono veramente limitato. Già tornare alla normalità facendo un po’ di corsa, facendo un bagher, un palleggio sarebbe per me qualcosa di nuovo. Non vedo l’ora. Dopo l’esame avremo qualche certezza in più sui tempi di recupero”.
Le troppe partite sono una delle cause del mio infortunio. Dovremo arrivare a scelte drastiche per farci ascoltare
All’Europeo (dal 9 al 26 settembre) ci sarà?
“Lo spero, è la mia volontà”.
Con un calendario meno intenso il suo infortunio si poteva evitare?
“A me non piace fare polemica, ma penso di sì. Sicuramente è un’assurdità finire un Mondiale con tutte le energie mentali e fisiche che ti porta via una competizione del genere e dopo due settimane dover già giocare partite ufficiali con il club”.
Il risultato è stato vedere dei playoff senza Michieletto e Lavia, e in semifinale orfani di Mandiraci, il turco di Piacenza…
“Così ne perde lo spettacolo, che è la cosa più importante, perché alla fine la pallavolo vive anche grazie ai tifosi, agli appassionati. Se perdono i loro beniamini, o vedono che scende la qualità del gioco, non è un bel segnale. Purtroppo la direzione è questa: sempre più partite. Ora il Mondiale è calendarizzato ogni due anni, come l’Europeo. E la Nations League ogni anno. I vertici di questo sport non hanno ben capito la problematica. Bisognerà arrivare a delle scelte drastiche come non presentarsi a qualche manifestazione per far capire che abbiamo bisogno di riposo”.
Giovedì scatta la finale playoff: cosa si aspetta?
“Sarà una bella serie. Perugia e Civitanova sono due squadre che nel corso degli anni hanno sempre regalato grande spettacolo. L’anno scorso in semifinale Perugia era sopra 2-0, poi è passata la Lube 3-2. Vedo leggermente favorita la Sir, ma sarà dura, perché in casa della Lube è sempre difficile vincere”.
È pronto per festeggiare lo scudetto dell’Inter?
“Possiamo perderlo solo noi. Almeno avrò qualcosa per cui esultare dato che con Trento è stato un anno sfortunato e senza vittorie”.
Sinner nel tennis, Antonelli nella Formula 1, lei nel volley. Italiani leader dei loro sport…
“Penso che non ci possiamo lamentare in questo periodo storico. In tanti sport stiamo andando molto forte, anche le Olimpiadi invernali hanno avuto un successo incredibile. Sinner e Antonelli li seguo: anche se lo sport che più mi attrae è il calcio, il tennis mi piace e non disdegno di guardare la Formula 1. Entrambi trasmettono valori importanti”.
Perugia è la favorita per lo scudetto ma la Lube è tosta. Lo scudetto dell’Inter mi farà dimenticare la stagione difficile
Quest’anno a Trento ha conosciuto il tecnico argentino Mendez. Come si sta trovando?
“Posso imparare molto da lui. Ha portato qualcosa di nuovo. Non siamo tanto abituati alla garra argentina. Quando ci giochiamo contro in nazionale sappiamo come sono: rognosi. Non fanno mai cadere un pallone. E Mendez ha cercato di portare questo tipo di pallavolo”.
In Superlega chi l’ha sorpresa?
“Bovolenta ha trovato continuità, i fratelli Porro (Paolo e Luca, ndr) hanno giocato bene. Sanguinetti è diventato un centrale difficile da fermare. Senza dimenticare Pace. E poi i big, da Giannelli a Bottolo. Ho anche seguito il rendimento di Romanò in Russia e devo dire che non è andato affatto male. I giocatori italiani non tradiscono”.


