Il Civ 2026 si apre a Misano con una prima giornata ricca di temi: Delbianco domina in Superbike davanti alla sorpresa Giannini e a Pirro, confermando il valore della nuova formula più vicina alla produzione. Zannoni vince in Supersport, Bianchi firma la Sportbike davanti a un brillante Ieraci, mentre la nuova Moto4 debutta con il successo di Rizzi per un solo millesimo. In Moto3 Perez fa il vuoto, ma alle sue spalle la lotta resta serrata. Un avvio che conferma numeri, qualità e varietà tecnica del campionato italiano
Valerio Boni
25 aprile - 18:42 - MISANO
Il Campionato italiano velocità 2026 è ripartito da Misano con una prima giornata che ha confermato il peso sempre più centrale del Civ nel panorama nazionale e internazionale della velocità. Il round Arrow, ospitato dal Misano World Circuit Marco Simoncelli, ha aperto una stagione particolarmente ricca: 130 piloti al via, cinque categorie del campionato, il Civ Femminile e un programma completato dai trofei Aprilia, Ducati e Suzuki. Numeri importanti, ma soprattutto un segnale tecnico e sportivo preciso: il tricolore velocità continua a essere un punto di passaggio fondamentale fra i campionati formativi, le derivate dalla serie e il motociclismo professionistico.
38 in griglia per la superbike
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La categoria che più di tutte fotografa questa fase è la Superbike. La classe regina si è presentata a Misano con una griglia da 38 iscritti, un dato che da solo racconta il successo della nuova formula. Non c’è soltanto l’effetto richiamo legato al ritorno nel Civ di Michael Ruben Rinaldi, protagonista negli ultimi anni del Mondiale Superbike e ora al via con la Ducati del B-Max Racing Team. C’è anche un regolamento che ha riportato la categoria verso moto più vicine alla produzione, con l’assorbimento della filosofia Production Bike e una gestione tecnica pensata per contenere i costi e riequilibrare le prestazioni. La nuova Superbike 2026 è infatti riservata ai modelli base, con l’esclusione delle versioni più specialistiche come Ducati Panigale V4 R o Yamaha R1 M. È scomparsa la centralina unica MoTec, sostituita da kit elettronici omologati dalle singole Case, mentre il Balance of Performance consente alla Federazione di intervenire su peso minimo e regime massimo di rotazione per mantenere il confronto più equilibrato. È una scelta che ha reso la griglia più accessibile, ma anche più interessante per i costruttori: a Misano sono rappresentati Ducati, Yamaha, Aprilia, Honda, Bmw e Kawasaki, con un livello tecnico che ha subito alzato l’asticella.
nomi che contano
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Già le qualifiche avevano raccontato una Superbike dal profilo alto. Alessandro Delbianco, campione in carica, ha confermato il ruolo di riferimento conquistando la pole position con la Yamaha del Dmr Racing grazie al tempo di 1’34”943, rimasto imbattuto anche dopo la seconda sessione. Accanto a lui in prima fila Michael Ruben Rinaldi, subito competitivo con la Ducati del Team B-Max Racing, e Michele Pirro, terzo con la Ducati del Garage51 by Dto, in quella che rappresenta anche una nuova fase della sua carriera sportiva. In seconda fila Gabriele Giannini ha portato la Honda della Scuderia Improve Firenze Motor davanti a Samuele Cavalieri, mentre Riccardo Russo ha completato il gruppo dei primi sei con la Bmw.
superbike: delbianco parte e saluta tutti
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In gara, però, non c’è stata la battaglia attesa per la vittoria. Delbianco ha preso il comando fin dal via e non lo ha più lasciato, trasformando la pole in una prova di forza. Tredici giri in controllo, senza concedere reali possibilità agli avversari, e primo successo stagionale con 4”738 di margine. La Yamaha Dmr Racing è uscita da Misano con un messaggio chiarissimo: il campione in carica resta il riferimento della Superbike tricolore. La sorpresa più significativa è arrivata alle sue spalle, dove Gabriele Giannini ha portato la Honda della Scuderia Improve Firenze Motor al secondo posto. Era già stato veloce in qualifica, ma il risultato in gara pesa di più, perché conferma che la nuova Superbike può davvero aprire spazio a valori tecnici diversi rispetto al passato. Terzo Michele Pirro, con la Ducati, mentre Rinaldi ha chiuso quarto. Per lui il debutto è stato positivo, ma meno incisivo rispetto alle aspettative create dai test e dalla prima fila. Alle spalle dei primi quattro, Christian Gamarino ha portato la Bmw del Sisma Racing Team al quinto posto, precedendo di appena 271 millesimi Samuele Cavalieri con la Ducati Broncos. Kevin Manfredi ha chiuso settimo con la Ducati dell’Atomico Racing Team, davanti a Luca Ottaviani, ottavo con un’altra Honda, che conferma la competitività della Casa giapponese in questo avvio di stagione. Nona posizione per Luca Vitali con l’Aprilia del Vitali Racing Team, decimo Emanuele Pusceddu con la Bmw dell’Axon Seven Team. La gara ha perso presto alcuni protagonisti. Gabriele Ruiu si è fermato già al primo giro, Lorenzo Gabellini al secondo, mentre Riccardo Russo, che partiva dalla sesta casella, si è ritirato al settimo passaggio. Anche questo ha inciso sulla lettura della top ten, perché ha tolto dal gruppo di testa una Bmw che poteva inserirsi nella lotta per le posizioni che contano.
la supersport a zannoni
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Anche la Supersport ha confermato le indicazioni delle qualifiche, con Kevin Zannoni capace di trasformare la pole in vittoria. Il pilota del Broncos Racing Team ha costruito il successo giro dopo giro, chiudendo i 13 giri in 21’26”021 e firmando anche il giro veloce proprio all’ultimo passaggio, in 1’38”098. Il risultato è netto nella sostanza, ma non nei distacchi, perché Niccolò Antonelli e Lorenzo Dalla Porta sono rimasti abbastanza vicini da tenere viva la gara fino alla bandiera a scacchi. Antonelli ha chiuso secondo con la Yamaha dell’Altogo Racing Team a 375 millesimi, mentre Dalla Porta ha completato il podio con la Yamaha Promodriver a 580 millesimi dal vincitore. Tre piloti in poco più di mezzo secondo, abbastanza per dire che la Supersport 2026 parte con una gerarchia, ma non con un padrone assoluto. Alle loro spalle Andrea Mantovani ha chiuso quarto, davanti a Glenn van Straalen e Biagio Miceli, separati da appena 29 millesimi. La gara ha avuto anche episodi che hanno pesato sulla classifica. Stefano Valtulini, quarto in griglia, non è nemmeno partito per un problema tecnico nel giro di riscaldamento. Julio Garcia ha dovuto fare i conti con problemi tecnici prima del ritiro, mentre sono usciti di scena anche Jarno Ioverno e Gabriele Mastroluca.
sportbike: bianchi perfetto
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La Sportbike si conferma una delle categorie più interessanti del nuovo Civ. Per numeri, equilibrio e vicinanza alle sportive di media cilindrata, rappresenta un terreno ideale per piloti giovani, nomi già esperti e Case interessate a valorizzare prodotti vicini alla serie. A Misano Filippo Bianchi ha completato un weekend praticamente perfetto, con pole position, vittoria e una gestione della gara che gli ha permesso di chiudere davanti a tutti con l’Aprilia del team Mmp Velocità. Alle sue spalle si è piazzato Bruno Ieraci. Il pilota Triumph era stato la sorpresa delle qualifiche, dopo essere risalito fino alla quarta posizione in griglia, e in gara ha confermato tutto con il secondo posto e con il giro veloce in 1’42”104 all’undicesimo passaggio. Bianchi ha vinto con 572 millesimi di margine, ma Ieraci ha dimostrato di poter essere molto più di un outsider. Terzo Alfonso Coppola, anche lui su Aprilia Mmp Velocità, a 10”128: un risultato che conferma la forza della squadra, solo parzialmente interrotta dall’inserimento di Ieraci tra le due moto. Quarto Loris Pedrotti con l’Aprilia del Gradara Corse, quinto Ivan Spada, ancora su Aprilia, a testimonianza di un avvio molto favorevole alla RS 660 nella nuova categoria. La parte più combattuta della gara è stata però quella immediatamente successiva. Giacomo Zannoni, Samuel Di Sora, Manuel Rocca, Unai Calatayud e Mattia Virone hanno chiuso dal sesto al decimo posto racchiusi in meno di otto decimi. È lì che la Sportbike ha mostrato il suo potenziale più interessante, non solo la lotta per la vittoria, ma una guerra di posizione continua, con cinque piloti e tre marchi diversi a giocarsi punti importanti fino alla fine. Anche in questa categoria non sono mancati episodi che hanno influito sulla classifica finale. Emiliano Ercolani, secondo in griglia, è caduto alla curva 13 nel quinto giro, lo stesso passaggio in cui si sono ritirati anche Romano e Di Napoli. Fuori anche Fabbri, Trubia e Schepis, mentre Federico Iacoi, partito quinto, ha chiuso soltanto quattordicesimo dopo una gara complicata da quattro giri cancellati per track limits alla curva 15 e da una penalizzazione di una posizione all’ultimo giro.
moto4: rizzi per un millesimo
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Il debutto della Moto4, nuova denominazione della Premoto3, non poteva essere più spettacolare. La categoria, allineata alla struttura internazionale legata a Dorna e pensata come primo gradino formativo verso il professionismo, ha aperto la propria stagione con una volata decisa per un millesimo. Luca Rizzi, con la We Race PosCorse, ha vinto in 21’38”659 davanti a Mathias Tamburini, secondo in 21’38”660. Il finale è stato ancora più particolare perché Tamburini era transitato per primo nei risultati provvisori, ma ha poi ricevuto una penalizzazione di una posizione per un episodio alla curva 14. La vittoria è così passata a Rizzi, mentre il podio è stato completato da Stefano Salvetti con la Buccimoto Factory, terzo a 9”285. La gara ha perso il poleman Edoardo Savino proprio all’ultimo giro, caduto alla curva 14 mentre stava rimontando. Un episodio pesante, perché ha tolto di scena uno dei protagonisti più attesi del weekend. Ritirati anche Bartolomeo Roberto e Lorenzo Fino, caduti alla curva 15, mentre Nicolò Sorbino, inizialmente al traguardo, è stato poi escluso per irregolarità tecnica.
moto3: perez fa il vuoto
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La Moto3 resta nel calendario del Civ, anche se con numeri ridotti rispetto al passato e in controtendenza rispetto a molti campionati nazionali europei, dove la categoria è ormai sparita o è stata sostituita da formule più accessibili. A Misano il riferimento delle qualifiche è stato Vicente Perez Selfa, tornato con il GP Project 2Wheels e subito davanti a tutti. Alle sue spalle si erano messi in evidenza Matteo Masili e Valentino Sponga. Gara 1 ha confermato il pronostico della vigilia con il successo dello spagnolo Vicente Perez, che dopo la pole position ha trasformato la prima gara della stagione in una prova di forza, seguito da due connazionali. Il pilota del GP Project 2 Wheels, in sella alla 2WheelsPoliTO, ha chiuso i 12 giri in 20’34”002, prendendo progressivamente margine sugli inseguitori e lasciando agli altri la battaglia per le posizioni d’onore. Alle sue spalle la corsa è stata molto più combattuta. Victor Cubeles, con la BeOn del team Sgm Tecnic, ha chiuso secondo a 7”043, ma ha dovuto difendere la posizione fino alla fine da Pablo Olivares Rodriguez, terzo con l’altra 2WheelsPoliTO del GP Project 2 Wheels, staccato di appena 177 millesimi. Poco più indietro Matteo Masili ha portato la Honda dell’MR Racing Team al quarto posto, precedendo Valentino Sponga per soli 57 millesimi. Quattro piloti racchiusi in meno di un secondo dal secondo al quinto posto: è lì che la gara ha conservato il suo interesse più vivo, mentre Perez aveva ormai costruito la vittoria. Sesto Enrico Dal Bosco con la BeOn di SM Corse - Gea Motorsport, davanti a Mirko Gennai, settimo con la moto del Polimi (il Politecnico di Milano) Motorcycle Factory. Anche con numeri più ridotti rispetto ad altre categorie, la Moto3 italiana conserva così un valore tecnico interessante, fra progetti universitari, prototipi leggeri e piloti già capaci di correre su ritmi molto vicini.



