Nico Gonzalez, l'eroe che non t'aspetti, manda il City in finale di FA Cup

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Contro il Southampton Guardiola lascia a riposo 8 titolari, fatica e va sotto al 79'. Ma Doku e lo spagnolo la ribaltano in 5 minuti. Domani Chelsea-Leeds per vedere chi sfiderà i Citizens, alla quarta finale di fila

25 aprile 2026 (modifica alle 20:58) - LONDRA

L’uomo che non ti aspetti. È Nico Gonzalez a trasformare il Manchester City nella prima squadra della storia a giocare quattro finali di FA Cup consecutive, l’edizione 2026 il 16 maggio contro la vincente di Chelsea-Leeds, in campo domani. Lo spagnolo al minuto 87 tira fuori dal cilindro un clamoroso destro dai 25 metri che piega la resistenza del Southampton, avanti per primo e per nulla intimorito dalla differenza di categoria, e fissa il risultato sul 2-1 che regala a Pep Guardiola un’altra finale e tiene vive le chance del City di completare il triplete inglese, la vittoria di Premier e delle due coppe nazionali (la Carabao Cup è già in bacheca) che la parte di Manchester per cui batte il cuore degli Oasis, protagonisti della coreografia prepartita, ha già portato a termine nel 2019. Al Southampton e ai suoi coloratissimi e rumorosissimi tifosi resta il rammarico di un’impresa accarezzata e stavolta non portata a termine: la squadra di Tonda Eckert, tecnico tedesco diplomatosi col massimo dei voti da Coverciano, non perdeva dal 17 gennaio e ha costretto il City a rimanere in ballo fino alla fine.

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Guardiola da questa partita ha capito che le sue riserve non sono all’altezza della sua squadra tipo, e questo può diventare un problema visto che il City dal 4 al 24 maggio giocherà le 5 partite che gli restano in Premier, più la finale di FA Cup. Pep ha cominciato con 8 giocatori diversi rispetto a quella che è diventata la sua formazione titolare: ha cambiato modulo, passando al 4-3-2-1, ha dato una chance a Phil Foden, sempre più involuto, e Omar Marmoush, mai all’altezza di Haaland, ma ha visto la qualità della sua squadra precipitare in modo preoccupante. Ne ha approfittato il Southampton, ben organizzato e mai intimorito, attento in difesa ma sotto assedio solo nei primi 20’ della ripresa, quando Guardiola ha cambiato modulo e l’inserimento di Jérémy Doku ha portato fantasia e creatività. Lui, con Savinho dall’altra parte, hanno portato il City al livello che serviva per uscire con un’altra vittoria da questa partita a Wembley (la 15ª in 23 gare nello stadio simbolo del calcio inglese con Guardiola in panchina) e con un’altra finale da giocare. Al Southampton restano gli applausi dei suoi tifosi, la convinzione di essere sulla strada giusta per quel ritorno in Premier che con Eckert, al timone da novembre, è di nuovo diventato realtà dopo la falsa partenza. Il City invece ha portato a termine la missione, lanciato da quel gol di un eroe inatteso, e ora si prepara per la volata finale: con l’Arsenal, con chiunque sarà l’avversario in finale di FA Cup, con la storia.

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Le bandierine degli assistenti cancellano le due emozioni più grandi del primo tempo, il palo di Reijnders al 5’ e il gol annullato al Southampton al 13’. La ripresa riparte da 0-0, il City passa al 4-2-3-1 e sale così di livello, complici anche gli innesti di Savinho e Doku, che produce 9 tiri nei primi 20’, anche se uno solo nello specchio. Guardiola al 71’ chiede aiuto a Haaland e O’Reilly, ma poco dopo il City va sotto, colpito da una clamorosa magia di Azaz. Servono poco più di 200 secondi perché la squadra di Guardiola trovi il pareggio con un tiro di Doku dal limite deviato da Bree. A lanciare il City ci pensa Gonzalez, che all’87’ prende palla ai 25 metri e decide di telecomandarla all’angolino, dove Peretz non può arrivarci. È una magia che vale la finale.

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