Perché il "rumore rosa" può danneggiare il sonno

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Le onde del mare e la pioggia rilassano, ma secondo uno studio il rumore rosa può ridurre la fase REM

Daniele Particelli

24 aprile - 17:08 - MILANO

Molto spesso chi soffre di insonnia riesce a trovare una soluzione affidandosi ai vari tipi di rumori che influenzano la nostra mente e il nostro corpo, a cominciare dal ben noto rumore bianco che aiuta il rilassamento e facilita il sonno. Il rumore rosa - le onde del mare, la pioggia che cade, il fruscio delle foglie o il rumore costante di un ventilatore - si è imposto negli anni come una valida alternativa al rumore bianco, ma ora una ricerca condotta negli Stati Uniti sembra suggerire che questa abitudine apparentemente innocua potrebbe addirittura danneggiare il sonno.

La ricerca, condotta dalla Perelman School of Medicine, ha messo in discussione l'uso del rumore rosa come aiuto notturno. Secondo i risultati, l'esposizione a rumori a banda larga durante il sonno può ridurre il tempo trascorso nella fase Rem, quella più strettamente legata al recupero mentale ed emotivo. "La fase Rem è cruciale per il consolidamento della memoria, la regolazione emotiva e lo sviluppo del cervello", ha spiegato Mathias Basner, autore principale dello studio, secondo il quale "il rumore rosa e altri rumori simili potrebbero interferire con questi processi, soprattutto nei bambini, che trascorrono più tempo degli adulti in fase Rem".

Come funzionano le fasi del sonno

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Durante la notte il cervello alterna più volte due grandi fasi, il sonno profondo (N3), fondamentale per il recupero fisico e l’eliminazione delle tossine cerebrali, il sonno Rem, essenziale per la memoria, le emozioni e lo sviluppo neurologico. Queste due fasi si completano a vicenda e interferire con una delle due può significare ridurre l'effetto ristoratore complessivo del sonno.

L'esperimento in un laboratorio del sonno

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I ricercatori statunitensi hanno coinvolto nello studio 25 adulti sani, tra i 21 e i 41 anni, osservati in un laboratorio del sonno per sette notti consecutive. Tutti i partecipanti allo studio non avevano disturbi del sonno né l’abitudine di usare rumori artificiali per dormire. Dopo la prima notte in silenzio, fondamentale per la raccolta dei dati di controllo, i soggetti sono stati fatti dormire ogni notte con un rumore di sottofondo diverso: il tumore degli aerei, il rumore rosa, il rumore degli aerei insieme al rumore rosa e il rumore degli aerei ma con i tappi per le orecchie. Al risveglio sono stati valutati la qualità del sonno, la vigilanza e la percezione soggettiva del riposo.

I dati hanno mostrano effetti non proprio trascurabili. Il rumore rosa da solo (50 decibel, simile a una pioggia moderata) è stato associato a quasi 19 minuti in meno di sonno Rem per notte, mentre la combinazione di rumore rosa e rumore degli aerei ha ridotto sia il sonno profondo sia la fase Rem, aumentando anche il tempo passato svegli. I partecipanti hanno anche riferito un sonno più leggero, un maggior numero di risvegli e una qualità complessiva peggiore. I tappi per le orecchie, poi, si sono dimostrati efficaci nel proteggere il sonno profondo dagli effetti del rumore esterno.

Coprire un rumore con un altro rumore non sempre funziona, spiegano i ricercatori, e in alcuni casi può persino peggiorare la situazione. E il problema riguarda soprattutto i bambini, che rispetto agli adulti trascorrono una quota maggiore della notte in fase Rem. "È comune posizionare dispositivi che producono rumore accanto al letto di neonati e bambini con l’idea di aiutarli a dormire, ma i nostri risultati invitano a riflettere, perché l’interruzione del sonno Rem è associata a disturbi come ansia, depressione e, in età adulta, anche a patologie neurologiche", ha spiegato Basner, pronto a sottolineare che serviranno studi più approfonditi, soprattutto sulle popolazioni più vulnerabili, per avere maggiori certezze.

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