racconto
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Quarant'anni fa si verificava il più grande disastro nucleare di sempre, che ha influito anche sul pallone: dal trasferimento obbligato del piccolo Sheva fino a un'intera squadra sparita nel nulla
Ènotte, l'orologio fissa l'una e ventitré del 26 aprile 1986, quando esplode il reattore numero 4 della centrale di Chernobyl, una città-dormitorio che dista 130 km. a nord di Kiev. Un'enorme nuvola radioattiva si diffonde attraverso l'Unione Sovietica, contaminando principalmente le terre dell'Ucraina e della Bielorussia. Si ha subito contezza che l'incidente è il più grave mai avvenuto nella storia dell'umanità. In Europa, dove la notizia si apprende tre giorni dopo, è terrore nucleare.



