Jannik debutta oggi a Madrid contro Bonzi. Dal 2020 in Bulgaria all'ultimo trionfo nel principato di Monaco, la sua bacheca è già ricca. Più in alto c'è Djokovic, che si è imposto in 20 nazioni
Il nostro globetrotter non è un turista per caso, ma un ragazzo, un uomo ormai, con una missione ben precisa: piantare la sua bandierina in ogni possibile angolo del mondo. Chiamatelo Jannik il Conquistatore. Non c’è tempo per passeggiate culturali: allenamento e riposo, riposo e allenamento, cercando di dormire il più possibile per arrivare preparato alla discesa in campo, con l’unica divagazione concessa alla cerimonia del premio Laureus, come ha raccontato lui stesso alla vigilia di Madrid, la prossima preda. Sì, perché il torneo che lo vede debuttare oggi, non prima delle 16, contro il qualificato francese Bonzi (n.104) non è solo l’unico mancante, assieme agli Internazionali d’Italia, per completare la collezione dei Masters 1000. Sinner in Spagna non ha mai vinto: Sinner in Spagna va a caccia della “Quindicesima”. Sono quattordici, infatti, le nazioni in cui ha trionfato in carriera a livello di circuito professionistico (la Davis, vinta due volte a Malaga, non conta per i nostri calcoli).
gli inizi
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Cresciuto sulle Dolomiti, diventato tennista sulla costa ligure, l’azzurro ha iniziato presto la sua campagna estera di conquista. Nel 2020, a 19 anni, il primo titolo Atp in Bulgaria, nel 250 di Sofia. L’anno successivo sono arrivati gli antipasti in Australia (il 250 di Melbourne) e negli Stati Uniti (il 500 di Washington), oltre al bis di Sofia e all’assalto in Belgio (il 250 di Anversa). Poi, nel 2022, la Croazia (il 250 di Umago) e, nel 2023, la Francia (il 250 di Montpellier), il Canada (il Masters 1000 di Toronto), la Cina (il 500 di Pechino) e l’Austria (il 500 di Vienna), prima dell’esplosione del 2024. In quella stagione ha messo le mani sui primi Slam (Australian Open e Us Open), ha agganciato il vertice della classifica mondiale e ha aggiunto al mappamondo l’Olanda (il 500 di Rotterdam), la Germania (il 500 di Halle) e la sua Italia (le Atp Finals di Torino), per il record annuale di otto tornei in bacheca, nobilitato dai 1000 di Miami, Cincinnati e Shanghai, in paesi già contagiati in passato dalla Sinnermania.
che ruolino
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Nel 2025, nonostante i tre mesi di sospensione per il caso Clostebol, sono arrivati altri due Major — ancora l’Australian Open e poi Wimbledon, nel Regno Unito dove Jannik non aveva ancora trionfato — oltre al 1000 di Parigi e ai bis di Torino, Pechino e Vienna. Quest’anno, dopo gli affanni australiani, l’altoatesino è andato fortissimo in America, con il Sunshine Double (Indian Wells e Miami), e all’avvio della stagione sulla terra, con la firma su Montecarlo. Una duplice prima volta: Sinner si è aggiudicato il primo grande torneo sul rosso e, allo stesso tempo, si è annesso un’altra nazione, il Principato di Monaco. Siamo così a quota 14: quattordici bandierine nel risiko (su un totale di 27 titoli in bacheca), come il grande rivale Carlos Alcaraz, che ha vinto nello stesso numero di paesi ma collezionando un trofeo in meno (26). Tra i giocatori in attività, l’immenso Djokovic, con l’ultimo squillo dello scorso novembre ad Atene, è salito a 20 nazioni; Medvedev è a quota 17, Rublev a 14, Zverev a 13 e Wawrinka a 12.
sul rosso
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Da oggi Sinner punta al numero 15. In Spagna si è spinto al massimo fino alla semifinale (Barcellona 2021); a Madrid non è mai andato oltre i quarti nelle tre partecipazioni precedenti (nel 2024 si ritirò per un problema all’anca che lo costrinse a saltare Roma). Quest’anno l’occasione è ghiotta, anche per consolidare il primato nel ranking ai danni di Alcaraz, assente alla Caja Magica: in caso di successo, Jannik salirebbe a 14.300 punti, +1340 sullo spagnolo. Sarebbe un bottino da record: più dei 13.650 punti vantati da Alcaraz a febbraio (il primato assoluto spetta a Djokovic, a quota 16.950 nel 2016, davanti a Federer con 15.900 e Nadal con 15.390). Non si tratta semplicemente di freddi numeri: questa è la cartina di tornasole dell’eccezionale rendimento del numero 1 del mondo. La classifica ufficiale Atp, basata sulle ultime 52 settimane, sta per cancellare del tutto il periodo in cui l’italiano era lontano dal tour. Ora che il suo “ranking breakdown” è a pieno regime (il 4 maggio scade lo zero di Madrid 2025), emerge con chiarezza ciò che è Sinner: un insaziabile conquistatore. E vuole confermarsi tale anche sul rosso. "A Madrid c’è l’altitudine, a volte può esserci vento, non è così facile giocare. Ma penso che qualsiasi campo in terra possa aiutarmi a migliorare su questa superficie", ha detto l’altro giorno. Il grande obiettivo del 2026 — non è un mistero — è il Roland Garros. Nel piano accuratamente predisposto dal suo team, Montecarlo, Madrid e Roma devono essere il trampolino di lancio per la presa della Bastiglia.



