L'ad e capo progetto del team Prada lancia la sfida ai detentori del trofeo, in vista della Coppa America 2027: "La loro scelta di colorare i foil azzurri è cattivo gusto"
Tra poco più di un anno Luna Rossa tornerà all’assalto della Coppa America, la più antica competizione sportiva internazionale, nello splendido Golfo di Napoli. Alla guida del challenger italiano ci sarà ancora Max Sirena. L’amministratore delegato e capo progetto del team Prada ha metabolizzato la delusione dell’edizione di Barcellona 2024 ed è pronto a dare battaglia per porre fine a uno degli ultimi tabù dello sport di casa nostra.
Come si riparte dopo la delusione di Barcellona?
"Ho passato i primi mesi a capire cosa non avesse funzionato. Ho analizzato ciò che abbiamo fatto bene e quello che invece possiamo migliorare. Dopo di che, abbiamo cercato di rafforzare il team in tutti i dipartimenti, non solo nella parte sportiva ma anche in quella progettuale, organizzativa. Così abbiamo inserito diverse nuove figure".
Dal momento che si ripartirà dal progetto delle barche 2024, Luna Rossa sarà un qualcosa di già visto?
"È vero, si utilizzerà lo stesso scafo, però è anche vero che l’elettronica, l’idraulica, la meccanica, le vele saranno nuove. Quindi in realtà di lavoro ce n’è tanto e penso che anche in questa Coppa America la parte progettuale avrà un ruolo importante".
Per la 38a edizione Luna Rossa si è assicurata un campione come Peter Burling. Come si sta inserendo?
"Molto bene. Ha voglia di conoscere il team, la barca, le nostre abitudini. Si è avvicinato al mondo Luna Rossa in punta di piedi, senza far pesare il suo nome e il suo palmares (ha vinto le ultime tre edizioni di Coppa America: 2017, 2021 e 2024, ndr). È qui da meno di un anno e sta imparando l’italiano meglio di altri componenti del team che sono stati qui da anni".
Napoli? Regateremo in uno dei golfi più belli al mondo con lo skyline della città alle spalle del campo di regata e le isole davanti. Una città molto calorosa, bellissima
Sarà la sua nona Coppa America. Quanto è cambiato rispetto alla prima?
"Sono fortunato e privilegiato perché ho avuto la fortuna di vivere la transizione di questo mondo: dalle barche dislocanti fino a queste “volanti” passando per i catamarani. Questa esperienza mi ha dato l’opportunità di rimanere ad alti livelli nel mondo che ho sempre sognato".
Come sta la Coppa America oggi?
"Il nuovo accordo è stato un lungo parto. C’è un gran potenziale sul tavolo. Tra i fondatori di questa partnership (un’alleanza tra i team per la stabilità e la crescita commerciale a lungo termine, operativa dal 1° novembre 2025, ndr) stiamo lavorando molto per cercare di fare meno errori possibili. A Napoli, alla presentazione dei 5 team fondatori (ora si è aggiunta la barca americana e a giorni arriverà anche quella australiana, ndr) abbiamo fatto una foto insieme e ci siamo ripromessi che quel momento non passi alla storia come i cinque protagonisti di una transizione fallimentare verso il futuro".
Cosa si aspetta da Napoli?
"Regateremo in uno dei golfi più belli al mondo con lo skyline della città alle spalle del campo di regata e le isole davanti. Una città molto calorosa, bellissima. Tutti dicono che sentiremo la pressione del pubblico di casa, in realtà penso che rappresenterà una spinta in più. Non dobbiamo fare l’errore che è stato fatto quando si giocò Italia-Argentina ai Mondiali del 1990, dove il pubblico di Napoli tifava per i sudamericani invece che per gli azzurri. Dovremo essere bravi a fidelizzare la gente di Napoli".
Allora però nell’Argentina giocava Maradona…
"È vero, ma i neozelandesi sono molto bravi ad arruffianarsi i locali".
Si riferisce ai foil di New Zealand colorati di azzurro che richiamano i colori del Napoli?
"Sì, un’operazione di marketing, ma di cattivo gusto".
Leì è un grande appassionato di motori. Si sta divertendo quest’anno?
"Assolutamente sì. Antonelli, poi Bezzecchi, ma mi godo anche Sinner. È emozionante vederli vincere. Lo sport è una delle poche cose in cui riusciamo a identificarci. Unisce un Paese".
Tra questi campioni uno proviene dalla sua terra, Rimini...
"Bezzecchi. C’è un legame forte con lui. Conosco il padre e il Bez me lo ricordo sin da bambino".
Anche Luna Rossa sta lanciando un giovane di talento: Marco Gradoni, timoniere che a Barcellona nel 2024 ha vinto la Youth America’s Cup.
"Può essere l’Antonelli della vela. Forse Gradoni ha un carattere un po’ più acceso. Marco nonostante abbia 22 anni, è un fenomeno, quindi dobbiamo essere bravi a gestirlo. Rispetto a un team italiano di Formula 1 siamo fortunati che il talento di casa compete con la barca italiana".
Gradoni? Può essere l’Antonelli della vela. Forse Marco ha un carattere un po’ più acceso: nonostante abbia 22 anni, è un fenomeno, quindi dobbiamo essere bravi a gestirlo
Suo figlio Lorenzo è campione del mondo giovanile nella categoria Nacra 15. Cosa prova?
"Ha vinto tre campionati del mondo di fila, un risultato importante. Lo sport non è banale per “i figli di”, perché devi sempre dimostrare qualcosa in più. Ho cresciuto i miei figli dicendo: 'Nello sport non esistono scorciatoie'. Purtroppo non riesco quasi mai ad andare alle sue regate".
Sarà la prima Coppa America con una donna nell’equipaggio.
"Mi sembra un passaggio importante nella storia di questa competizione, anche se non è la prima volta".
Si riferisce all’equipaggio femminile che partecipò negli Anni 90?
"Sì, nel 1995 c’è stato un equipaggio femminile, si chiamava Mighty Mary, era un team americano molto forte".


