Stair climber: cos’è, i benefici e gli errori da non fare per un allenamento efficace

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Se utilizzato nel modo giusto, questo macchinario aiuta a tenersi in forma e rappresenta un ottimo alleato per la salute: ecco perché

Francesco Palma

24 aprile - 17:08 - MILANO

Un tempo si diceva che salire le scale non fosse un buon allenamento, e che anzi, potesse anche fare male a causa dell’eccessivo stress imposto alle articolazioni e alla mancanza di sicurezza delle scale di casa. Con il tempo la scienza ha riscontrato invece diversi benefici, e sono nati diversi macchinari che simulano proprio la salita delle scale, come lo stair climber, in cui salire le scale diventa un vero e proprio esercizio, anche se in questo caso mirato e controllato. Vediamo perché lo stair climber è utile, se usato nel modo giusto, e gli errori da non commettere.

Stair climber: i muscoli coinvolti

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Lo stair climber fa lavorare intensamente tutta la parte inferiore del corpo: quadricipiti, muscoli posteriori della coscia, glutei, adduttori e polpacci. Lavorano anche i muscoli del core come il retto addominale (la parte frontale dell’addome), i muscoli obliqui e il muscolo traverso dell’addome, con benefici anche per l’equilibrio e la stabilità. Inoltre, in base alle proprie necessità e caratteristiche lo stair climber si può facilmente adattare per rendere l’allenamento più o meno impegnativo. Ad esempio, per un allenamento HIIT (con intervalli ad alta intensità), si può aumentare l’intensità per 30 o 60 secondi e poi ridurla per recuperare, o viceversa si può impostare un ritmo moderato e meno impegnativo, lavorando di più sulla costanza e sul movimento.

Stair climber 3

allenamento a basso impatto ma ad alta intensità

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Uno studio dell'Università del Wisconsin del 2019 ha analizzato la frequenza cardiaca raggiunta durante l’utilizzo di diversi macchinari cardio, e i ricercatori hanno rilevato che lo stair climber (insieme al tapis roulant) è quello che porta ad aumentarla maggiormente. La stair climber, però, per certi versi ha un impatto minore: il tapis roulant porta a staccare entrambi i piedi dal suolo contemporaneamente, e a lungo andare l’impatto dell’atterraggio può stressare le articolazioni delle caviglie e delle ginocchia. Lo star climber invece “controlla” maggiormente il passo, con un impatto minore rispetto alla corsa, di conseguenza ha un impatto minore sulle articolazioni pur rimanendo un esercizio ad alta intensità.

Migliora la salute cardiovascolare e aiuta a bruciare calorie

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Lo sforzo che serve per mantenere in movimento tutti i muscoli attivati dallo stair climber migliora anche la salute cardiovascolare, perché cuore e polmoni si attivano e si adattano, diventando più forti ed efficienti. Secondo uno studio dell'Università di Birmingham le donne che hanno utilizzato per otto settimane lo stair climber aggiungendolo alla loro routine di allenamento hanno aumentato i livelli di VO2 Max (la quantità massima di ossigeno che il corpo può assumere, trasportare e utilizzare durante l'esercizio fisico intenso) oltre a perdere peso e abbassare il colesterolo. Inoltre lo stair climber permette di bruciare molte calorie in poco tempo. Sempre i ricercatori dell'Università del Wisconsin hanno spiegato che questo macchinario consente di consumare più calorie rispetto ad ellittica, cyclette o vogatore, e anche rispetto al jogging. Secondo i ricercatori una persona di circa 68 kg può consumare fino a 660 calorie all’ora sullo star climber.

Stair climber

Stair climber: 5 errori da non fare

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Lo stair climber può essere quindi molto utile, ma va utilizzato nel modo giusto. Ecco cinque errori da non fare:

  • Iniziare senza una tecnica adeguata: sempre meglio affidarsi a un professionista che possa spiegare la tecnica giusta per cominciare a lavorare sullo stair climber 
  • Piegarsi eccessivamente in avanti 
  • Stringere troppo le maniglie e aggrapparsi troppo ai corrimano 
  • Non mantenere una postura corretta: bisogna rimanere eretti, tenere il petto aperto, le spalle indietro e il core attivo 
  • Esagerare con l’intensità, soprattutto all’inizio: è bene partire con allenamenti brevi e aumentare gradualmente la durata e la difficoltà
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