Tomori: “Il Milan è casa mia, Allegri ci ha trasmesso la voglia di soffrire. Io come Will Smith...”

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Il difensore: “Un altro gol alla Juve? Bellissimo, ma solo se vinciamo. Dello scudetto siamo rimasti in cinque, e vogliamo riassaporare tutti quelle sensazioni”

Andrea Ramazzotti

Giornalista

24 aprile - 08:35 - MILANO

Fikayo Tomori non è banale. La laurea presa in Business Management gli ha dato una sicurezza e una profondità di pensiero notevoli quando deve uscire da temi relativi al calcio, ma... il meglio per i tifosi rossoneri lo dà quando parla del presente e del futuro in rossonero: prima vuole la qualificazione alla Champions, poi vincere ancora con questa maglia.

Tomori, come va l’avvicinamento a Milan-Juve?

“Grazie alla vittoria a Verona abbiamo iniziato bene la settimana. Dopo due ko, era importante prenderci i tre punti al Bentegodi e lo abbiamo fatto. Ora lo spirito e il morale sono più alti”.

Perché prima c’è stata questa flessione?

“Non lo so. Potevamo fare meglio diverse cose come l’ordine tattico in una gara o la qualità dei passaggi in un’altra, ma nell’arco della stagione certi errori purtroppo capitano. L’importante è ripartire e noi a Verona ci siamo riusciti pur non offrendo una grandissima prestazione”.

Cosa pensa della Juventus?

“È una grande squadra, con grandi giocatori e un allenatore molto bravo. Conosco Boga da quando eravamo nelle giovanili del Chelsea: è forte come lo sono anche Yildiz, Thuram, Conceiçao e David”.

Lei contro i bianconeri ha già segnato due reti...

“Se arrivasse la terza sarei contento, ma solo in caso di vittoria”.

Nel gennaio 2025 la Juventus la voleva, ma lei ha detto no ed è rimasto.

“Lo scorso anno è stato difficile e non siamo arrivati in Europa. C’erano delle voci sul mio futuro anche perché non giocavo tanto. Io però non ne ho mai parlato e non ho approfondito l’argomento: il mio unico pensiero era tornare tra i titolari e aiutare la squadra. Ora sto giocando di più e sono felice”.

Parole da vero milanista.

“Indosso questa maglia quasi da cinque stagioni e mezzo e mi sento milanista. Ho vinto lo scudetto nel 2022 e quel pomeriggio di festa in pullman, in centro a Milano, è difficile togliermelo dalla testa. Quando sono arrivato mi sono sentito subito come a casa e non è cambiato nulla”.

A che punto è il rinnovo del suo contratto?

“Non ci penso tanto. Il club e i miei agenti trattano e io sono focalizzato sulle ultime cinque partite perché giocare la Champions è il nostro obiettivo”.

Quanto è importante Allegri per il progetto Milan?

“Appena arrivato ci ha ricordato che negli ultimi 2-3 anni avevamo subito tante reti e che lui voleva portare più solidità in difesa. Non potevamo finire dove volevamo se ogni gara subivamo 2-3 reti...  Ci ha trasmesso il desiderio di soffrire pur di non prendere gol e la sua voglia di vincere. Noi giocatori siamo contenti con lui perché è una brava persona e un allenatore molto preparato”.

Il Milan che gioca con il blocco basso e si difende al limite della propria area però non dà spettacolo.

“Non c’è un solo modo per difendere o attaccare: se ti devi abbassare per coprire gli spazi, non è una vergogna. L’importante è non avere frenesia”.

L’Inter si appresta a festeggiare lo scudetto. Non il massimo per i tifosi rossoneri...

“Rispetto al tricolore del 2022 siamo rimasti io, Saelemaekers, Maignan, Gabbia e Leao: tutti vogliamo vincere ancora, vivere altri momenti come quelli. Quest’anno abbiamo creato una base con la quale possiamo crescere e fare meglio in futuro. Prima però qualifichiamoci alla Champions”.

Domenica Leao tornerà a San Siro dopo i fischi contro l’Udinese. Che consiglio vuole dargli?

“Ci conosciamo da 6 anni ed è un grande giocatore. Ogni persona passa un momento in cui le cose che cerca di fare non gli riescono, ma tutti sanno le qualità che ha Rafa. Anche gli avversari lo conoscono e per questo lo raddoppiano o lo triplicano.  È un grande professionista e vuole aiutare la squadra”.

Anche le altre punte non stanno andando bene.

“Succede... Magari si sbloccheranno domenica contro la Juve. Abbiamo cinque attaccanti bravi, ognuno con i suoi obiettivi e le sue caratteristiche, ma tutti le mettono al servizio del Milan perché tornare in Champions è troppo importante”.

Al Mondiale lei può di esserci, l’Italia invece è fuori.

“Ho speranza e la voglia di giocare il Mondiale. Darò tutto in questo finale di stagione perché avvenga. Mi dispiace invece per la vostra Nazionale e per Tonali che è mio amico: in Bosnia tifavo per gli azzurri ed ero convinto ce la potessero fare”.

Al futuro pensa?

“Voglio giocare fino a 35-36 anni e qualche altra stagione davanti ce l’ho, ma poi spero di sfruttare la laurea in Business Management magari per lavorare insieme a mio padre che si occupa di bilanci”.

Il suo film preferito resta 'La ricerca della felicità'?

(Ride) “La lezione che dà Will Smith è fantastica: come lui nella vita di tutti i giorni cerco sempre di dare il massimo, di trattare le persone bene”.

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