Senza Fab 4 è arrivata la scintilla. Con Alisson e Gutierrez più fantasia e soluzioni
Dal nostro inviato Vincenzo d'Angelo
26 aprile - 10:52 - NAPOLI
Non serviva la bacchetta magica, ma toccare le corde giuste. E andare oltre le vecchie gerarchie. Antonio Conte lo aveva già lasciato intendere dopo il ko contro la Lazio, ma con la Cremonese è passato dalle parole ai fatti. E ha ritrovato di colpo il suo Napoli. Aggressivo, dominante, vincente. Certo, la squadra di Giampaolo non è stata all’altezza della situazione e non ha avuto nemmeno quella sana cattiveria sportiva che si richiede a chi non vuole retrocedere, però è innegabile che il Napoli visto venerdì sera al Maradona sia stato il più vicino possibile a quello migliore della stagione. Conte ha messo da parte i Fab 4 e sostituendo una pedina, ne ha di fatto liberate tre. Già, l’effetto della rinuncia ad Anguissa è stato triplo. E determinante. Intanto per dare spazio ad Alisson Santos, l’unico giocatore in grado di puntare l’uomo e creare superiorità numerica. Partendo largo, quindi sfruttando l’ampiezza e non finendo nel traffico al limite dell’area. E abbassando McTominay nel ruolo di Anguissa, anche De Bruyne ha avuto finalmente a disposizione tutta la trequarti per sé. Per spaziare, da destra a sinistra. Per inventare. Per pennellare con quel tocco magico alle spalle della difesa. E il Napoli di colpo si è trasformato in rullo compressore.
Uomini chiave
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Nulla contro Anguissa, ci mancherebbe. Frank per anni è stato un instancabile dominatore della mediana. Qualità e quantità al servizio della squadra, mente e braccio nelle cavalcate tricolore con Spalletti e Conte. Ma dopo l’infortunio ha faticato a ritrovare una condizione decente. E nel nuovo sistema è sembrato troppo spesso un navigatore senza coordinate. Così, Antonio ha anticipato quella che potrebbe essere una traccia di lavoro del futuro, ossia riaffidarsi all’ampiezza con la qualità degli esterni e svuotare la trequarti, per permettere a De Bruyne di tornare a disegnare calcio. E quando puoi liberare anche l’effetto sorpresa che garantisce McTominay partendo da una trentina di metri più dietro, tutto diventa più armonioso e imprevedibile. E pure devastante.
Nuovi protagonisti
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La soluzione sembra essere quella giusta anche per garantire rifornimenti a Hojlund, e liberarlo negli uno contro uno. Il nuovo triangolo funziona a meraviglia, e non solo per i gol messi a segno. C’è tutto un nuovo ingranaggio che sembra pronto a prendersi la scena. E tra gli elementi portanti c’è quel Miguel Gutierrez spesso utilizzato fuori ruolo. Lo spagnolo, riportato a sinistra, è stato perfetto nelle due fasi di gioco, mostrando in spinta qualità e personalità. Venendo a giocare il pallone dentro al campo, quasi sostituendosi a uno dei due mediani. E nella ripresa è stato tutto più accentuato dalla regia di Gilmour, più verticale e immediata rispetto a quella di Lobotka. Lo scozzese non giocava da un po’, ma non ha perso il tocco e il pensiero veloce: profondità e cambi gioco di prima, proprio per sfruttare gli spazi alle spalle della difesa o la possibilità di andare uno contro uno sull’esterno. Tracce di nuovo Napoli, che rivedremo ancora in questo finale di stagione. Una formula che aspetta conferme e che a Como può dimostrare di essere davvero quella vincente.



