L'allenatore, che ha prevalso nel braccio di ferro su Ranieri, ha grande stima dell'ex numero 10: potrebbe iniziare come ambassador, poi..."
Alessio D'Urso
24 aprile - 10:07 - ROMA
Le porte chiuse di Trigoria, “blindate” per ordine dei Friedkin dopo gli ultimi scontri verbali in piazza, non hanno protetto Claudio Ranieri e ora potrebbero aprirsi presto per Francesco Totti, l’erede designato dell’ormai ex tecnico e senior advisor giallorosso. All’ex capitano non servirà nemmeno bussare, perché a tenergli “socchiuso” il portone d’ingresso del centro sportivo in queste settimane in qualche modo è stato lo stesso Gian Piero Gasperini. Con cui la bandiera giallorossa ha instaurato un’intesa speciale durante la cena d’inizio marzo in un ristorante del centro della Capitale organizzata per un confronto tecnico ad ampio spettro. In fondo alla quale, peraltro, l’allenatore della Roma, vincitore di questo ruvido braccio di ferro con Sir Claudio, parlò dell’ex numero 10 come di una "figura molto competente" e di una "risorsa enorme" per il club, per la quale "avrei diverse idee su quale ruolo affidargli", aggiunse l’allenatore.
ruolo
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E allora il tempo (poco a disposizione, in realtà) s’incaricherà di stabilire con quale mansione dai contorni definiti la Roma vorrà coinvolgere a stretto giro per il futuro l’uomo simbolo dello scudetto del 2001, oltre che campione del mondo nel 2006. Di sicuro, la vita 3.0 di Totti in giallorosso (dopo la parentesi da dirigente dal 2017 al 2019) potrebbe cominciare più ragionevolmente da ambassador e testimonial per il centenario e lo stadio di Pietralata. Un ruolo che consentirebbe all’ex numero dieci di conciliare del resto gli altri impegni pubblicitari del momento come uomo immagine per altri brand. In seguito, strada facendo, gli eventuali ruoli più operativi dietro alla scrivania, da aspirante “senior advisor” alla Ranieri, nei quali Totti potrebbe indubbiamente costituire per Gasp una sponda calcistica ideale e di sicuro affidamento lungo il sentiero del progetto tecnico dell’allenatore, individuando i giovani e in assoluto gli elementi con le caratteristiche giuste per il mister di Grugliasco.
contatti
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Nell’attesa di capire di più sulle strategie (una figura a questo punto centrale resta quella del ds Ricky Massara), Totti ha comunque scelto un profilo basso in seguito all’affiorare delle tensioni interne alla società, sfociate con lo scontro verbale nel giorno del match col Pisa all’Olimpico del 10 aprile. Dopo il patto “firmato” con il tecnico a tavola e ancor prima - a inizio gennaio - la generica promessa dei Friedkin di un contratto pluriennale (senza precisare il ruolo), Francesco non ha avuto più contatti diretti con la proprietà texana e all’Olimpico non si è neppure visto di recente. Questione di opportunità. Eppure nel corso delle settimane la fumata bianca è sembrata a più riprese imminente. Anche Ranieri (che della famosa cena non era stato informato) aprì a questa possibilità concreta e le dichiarazioni dello stesso Totti sembravano a un certo punto convergere in un’unica direzione: "È tutto vero, stiamo parlando e valutando un po’ di situazioni. Vediamo cosa si potrà fare…". I due, d’altronde, avevano già fatto il bene della Roma nel 2010 (quando sfiorarono lo scudetto dopo la rimonta sull’Inter di José Mourinho) e nel 2019 proprio quando il primo Totti dirigente consigliò il medesimo Ranieri a James Pallotta per sostituire il tecnico Di Francesco.
favola
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E ora che lo scenario è mutato e i tempi sono diventati davvero maturi, Totti si prepara al gran ritorno, firmato già il “patto” con Gasp. Chi lo conosce bene lo descrive in questi giorni in attesa di conoscere di persona i Friedkin. E mentre risolverà gli ultimi passaggi del divorzio con Ilary Blasi dopo il rinvio dell’ultima udienza, in cuor suo l’ex capitano sogna di tornare con un ruolo in giallorosso in un Olimpico colmo di tifosi, proprio lo stesso da cui si congedò da giocatore tra le lacrime nel maggio 2017. Chissà, potrebbe succedere nel prossimo derby con la Lazio alla penultima giornata. E sarebbe il modo migliore per celebrare un nuovo inizio: tutti stretti attorno alla bandiera, da giocatore e ora da dirigente in pectore.


