Volkswagen: le novità per la Cina, tra storiche joint-venture e nuovi brand

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Con la strategia "In China, for China" la casa di Wolfsburg continua a sfornare novità riservate a quello che resta uno dei propri mercati di riferimento. E per farlo continua ad affidarsi a joint-venture con le case costruttrici locali, oltre che su Jetta, nuovo marchio indirizzato ai giovani

Matteo Corsini

25 aprile - 09:47 - PECHINO, CINA

Prima ancora che la Cina diventasse un mercato automobilistico particolarmente rilevante sul piano internazionale, Volkswagen vi si era già insediata con i propri prodotti. In principio era la Santana, berlina derivata dalla Passat di generazione B2, introdotta nel 1984 grazie a una joint-venture con la Saic. Immediato il successo per quella che resterà una delle vetture più significative nella motorizzazione di massa della Cina, diventando man mano l'auto dei funzionari governativi, delle forze dell'ordine, dei tassisti, e pian piano anche degli automobilisti privati. Una giocata d'anticipo che ha fatto la fortuna della Volkswagen: con l'inizio del boom economico e industriale cinese, la casa di Wolfsburg trova quello che è forse l'ultimo vero Eldorado automobilistico. E lo capitalizza, al punto che per diversi anni la sola Cina rappresenta oltre il 40% di tutte le vendite del gruppo tedesco. Poi, però, le cose cambiano. Le case automobilistiche cinesi iniziano a fare sempre più sul serio, con prodotti sempre più competitivi che minano al dominio di Volkswagen nel Paese. E con i rapidissimi sviluppi nel campo della mobilità elettrica, grazie anche al programma di sovvenzioni statali per i cosiddetti New Energy Vehicles (identificativo di vetture ibride plug-in, range extender ed elettriche) la partita diventa differente. Serve una nuova strategia, e Volkswagen la trova consolidando quanto già compiuto in questi oltre 40 anni di attività in Cina: sviluppare prodotti specificamente per il mercato locale, forte di storiche joint-venture con i colossi dell'automotive cinese e anche di nuove realtà. Così nasce un nuovo corso di Volkswagen, che promette di lanciare 50 modelli inediti per il mercato cinese entro il 2030. Alcuni di questi sono già arrivati: ecco come sono fatti e "da chi".

 Id.Aura T6

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Volkswagen Anhui, joint-venture tra la casa di Wolfsburg e la cinese Jac Motors, ha portato in scena due anteprime assolute al salone di Pechino. Tra queste la Id.Aura T6, Suv con cui debutta l'inedita architettura tecnologica Cea, sviluppata con il supporto di Xpeng. Il nome è tutto un programma, China Electronic Architecture, a sottolineare come questa sia una piattaforma sviluppata in Cina per la Cina stessa. L'obiettivo è quello di competere con i costruttori locali nel'agguerrito segmento dei Suv di medie dimensioni, puntando su una suite di strumenti di assistenza alla guida avanzati e un'elevata capacità di calcolo. Ma dalla serie Id.Aura con base tecnologica Cea non nasceranno solamente vetture elettriche: il tutto è infatti compatibile con schemi ibridi plug-in a lunga autonomia (i cosiddetti Super Hybrid) e anche range extender.  

Id.Unyx 09

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L'altra novità assoluta di casa Volkswagen Anhui è questa berlina da cinque metri di lunghezza, sempre sviluppata con il supporto tecnologico della XPeng. Si chiama Id.Unyx 09, ed è destinata a diventare la nuova ammiraglia della gamma cinese della casa di Wolfsburg, superando almeno quanto a ingombri tutte le altre berline già parte della gamma, dalla versione sedan della Volkswagen Passat (da noi unicamente disponibile in variante station wagon) a modelli qui "sconosciuti" come Lamando e Sagitar. La cifra stilistica richiama quanto già visto con il Suv Id.Unyx 08, a creare una continuità d'immagine tra i modelli parte della stessa famiglia. Così i voluminosi gruppi ottici anteriori si estendono fino quasi a toccarsi l'un l'altro, lasciando al centro del paraurti solamente lo spazio per lo stemma VW, rigorosamente retroilluminato. La fiancata viene invece "tagliata" da un elemento a contrasto che nel frontale ingloba i fari anabbaglianti. Anche in questo caso, l'unica motorizzazione prevista per la Id.Unyx 09 è 100% elettrica.

Jetta X

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Curiosamente, l'onore di diventare un marchio a sé stante non è stato concesso a modelli Volkswagen iconici come Golf o Maggiolino, bensì alla Jetta. Nome che ora non è più solamente legato alle berline compatte di Wolfsburg, ma anche a un marchio cinese con pochissimi anni sulle spalle creato da Volkswagen con lo scopo di intercettare la clientela più giovane. In questo caso il partner cinese è la Faw, con cui VW collabora in joint-venture sin dal 1991. Ma se fino ad oggi le vetture a marchio Jetta erano semplici berline e Suv strettamente imparentati con architetture tecniche di modelli venduti anche nei nostri mercati (si pensi ad esempio alla Jetta VS5, curioso ibrido tra Seat Ateca e Skoda Karoq), al salone di Pechino viene illustrato il nuovo corso del marchio. Che come evidenziato dal concept Jetta X passerà per linee originali e distintive, che lasciano spazio anche a soluzioni estetiche più sfiziose per garantire uno stile dal gusto fuoristradistico. Con l'abbandono di Skoda del mercato cinese, ora si può dire che passerà proprio a questo nuovo marchio il compito di presidiare le fasce più accessibili del listino. 

Id.Era 9X

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La Volkswagen più grande mai realizzata ha vissuto il proprio primo bagno di folla al salone di Pechino 2026. Si chiama Id.Era 9X ed è figlia della storica joint-venture tra VW e Saic, datata addirittura 1984. Le proporzioni da maxi-Suv la inseriscono in quella che in Cina è tutt'altro che una nicchia di mercato, anzi, l'opposto, uno dei segmenti più presidiati anche dalle case locali. E anche per questo Volkswagen ha scelto di puntare su un nuovo tipo di motorizzazione, inedito per il gruppo: un range extender. Ciò significa che il motore endotermico presente a bordo ha solamente la funzione di generatore di energia, mentre a muovere le ruote sono i motori elettrici. Lunga 5,20 metri, larga 1,99 metri e alta 1,810 metri, batte in dimensioni addirittura l'Audi Q7, mentre a muoverla è un motore a benzina da soli 1.5 litri. Il "segreto" sta nell'apporto della componente ibrida, alimentata da un pacco batterie da ben 65,2 kWh: praticamente il doppio rispetto a quanto montato su una citycar 100% elettrica. 

Id.Unyx 08

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Al salone dell'Auto di Shanghai del 2025 avevamo visto il concept, e ora è il turno della versione definitiva. La Volkswagen Id.Unyx 08 è entrata in produzione a marzo 2026, e quella al salone di Pechino è quindi una presenza obbligata, anche tenendo conto della diversa funzione che queste manifestazioni hanno rispetto a quanto succede da quest'altra parte del mappamondo. Viaggiando per i padiglioni è infatti impossibile non imbattersi in vere e proprie televendite social, durante le quali è possibile acquistare un'auto identica a quella esposta al Salone. Come la berlina Id.Unyx 09, anche la 08 nasce dalla partnership con il costruttore cinese Jac e XPeng, ed è mossa unicamente da un gruppo propulsore elettrico. Disponibile in configurazione a motore singolo o bi-motore, può avere una potenza massima di 310 o 504 cavalli, mentre il pacco batterie può andare dagli 84 ai 95 kWh di capacità. 

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