Il lavoro in hotel, la consulenza da
trainer per il calciatori del Sudtirol, la famiglia e i suoi due
bambini. In mezzo però sempre quella voglia matta di macinare
strada e chilometri. A 41 anni la seconda vita di Alex Schwazer
si imbatte, non per caso, in una nuova impresa: l'ex campione
altoatesino ha stabilito, in una gara valida per i campionati
tedeschi, il record italiano della maratona di marcia, nuova
prova introdotta proprio quest'anno. Sulle strade di
Kelsterbach, non lontano dall'aeroporto di Francoforte,
Schwazer, oro nella 50 km alle Olimpiadi di Pechino 2008 e poi
finito nel tunnel delle squalifiche per doping, si è imposto in
3h01'55", primato nazionale sui 42 chilometri e 195 metri (il
precedente apparteneva ad Andrea Agrusti con 3h03'55"). Un tempo
quello dell'altoatesino reso ancora più importante per l'età e
il fatto che l'atletica non è più la sua prima professione: "I
miei sacrifici sono stai ampiamente ripagati" ha detto all'Ansa.
La resistenza, che caratterizza la marcia, è il tratto
distintivo anche dell'ex azzurro che dopo aver detto addio
all'ultimo sogno, ovvero partecipare alle Olimpiadi di Parigi,
ha riempito la sua vita di altro. Però non ha mai smesso di
allenarsi e sentire quell'adrenalina che lo ha portato in
Germania, dove ha chiuso da dominatore, doppiando rivali
sicuramente più giovani. Accompagnato dal suo nuovo coach, l'ex
ciclista Domenico Pozzovivo, dalla manager storica Giulia
Mancini, Giuseppe Sorcinelli e dall'ex tecnico Sandro Donati, ma
solo in veste di amico, Schwazer ha chiuso con un tempo che è
terzo stagionale al mondo, dietro a quelli realizzati dai
giapponesi Motofumi Suwa (2h58:21) e Hiroto Jusho (2h59:31) il
15 marzo a Nomi, diventando l'attuale leader in Europa. E se il
vento non avesse soffiato contro l'ex marciatore è sicuro che
sarebbe sceso sotto le tre ore: "Sono venuto qui per fare una
prestazione ottima, e certo il vento forte ha condizionato la
gara. Speravo di fare 2h58', ma quello che fatto equivale
all'obiettivo che mi ero prefissato in condizioni ottimali. Sono
molto soddisfatto, abbiamo decisi di allenarci per la distanza
lunga a marzo: sono state cinque settimane molto impegnative. Io
non sono un professionista, ho un lavoro, la famiglia". Certo il
tempo con cui ha chiuso, dominando, la prova tedesca è di
rilievo internazionale e all'orizzonte ci sono gli europei a
Birmingham, la prossiam estate. "Non dipende da me - dice
Schwazer - l'ultima gara vera che ho preparato nello specifico
era quella per le Olimpiadi di Parigi. Bisogna capire tante
cose, il mio obiettivo è andare avanti finché sono a questo
livello. La forma è ottimale, e so che adesso è una sfida solo
con me stesso ma è uno stimolo importante e sono contento di
trovarmi in questa situazione". Tesserato per l'Atletica San
Biagio, l'olimpionico del 2008 era rientrato alle competizioni
nel 2024 dopo otto anni di assenza per squalifica. In Germania,
con una seconda parte di gara più veloce della prima, Schwazer
ha tagliato il traguardo stacca davanti allo slovacco Michal
Duda, arrivato con un notevole ritardo in 3h27:14. Nei recenti
Mondiali a squadre di marcia a Brasilia, il giapponese Hayato
Katsuki si è preso il titolo in 3h04:58 con l'azzurro Massimo
Stano quinto in 3h07:38. Lì faceva caldo, ma Schwazer avrebbe
tutt'altro che sfigurato.
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2 ore fa
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